Iniziato ieri, e proseguirà per quattro giorni, lo sciopero degli autotrasportatori britannici, proclamato nell'ambito delle proteste per il caro prezzi dei carburanti. Un'astensione dal lavoro che avrà conseguenze sulla normale attività lavorativa di tutti i cittadini: le stazioni di benzina, infatti, potrebbero esaurire in poche ore le loro riserve di carburante e chiudere i battenti. Molti automobilisti, riferisce oggi il Guardian, hanno ignorato ieri gli appelli alla calma lanciati da Downing Street, facendosi prendere dal "panico". Lunghe code sono state avvistate alle stazioni di servizio, dove moltissimi cittadini hanno fatto il "pieno" di benzina, proprio in vista dello sciopero.
I sindacati degli autotrasportatori hanno confermato ieri lo sciopero, spiegando che i negoziati con la Shell sono falliti dopo oltre nove ore di trattative. Gli autotrasportatori lamentano compensi fermi al 1992, sotto le 32.000 sterline l'anno, nonostante le numerose ore di lavoro giornaliere. La Shell continua invece a ribadire che i compensi sono superiori alle 36.000 sterline: la compagnia petrolifera ha inoltre fatto sapere di avere offerto un aumento fino a 39.000 sterline, proposte ache sarebbe stata rifiutata dai sindacati.
fonte: APCOM
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