AUTOTRASPORTO: Sarà ancora crisi? Inserito il 08-07-2008 alle 00:14:54
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Il chilometro percorso da un autotrasportatore italiano é il più caro d'Europa. Occorre favorire concorrenza e crescita dimensionale. "Le condizioni pattuite nell’accordo con il Governo per evitare il blocco dell’autotrasporto contengono fattori potenzialmente dannosi nel medio- lungo termine, in particolare in riferimento al trasferimento dell'incremento del costo del gasolio sui committenti attraverso meccanismi di recupero automatici già utilizzati nel passato ma che, notoriamente, non hanno garantito una ripresa del settore”. Ha rilevarlo è Rosario Ambrosino Presidente di AICAI, l'Associazione dei Corrieri Espresso Internazionali che fa capo a Confindustria e che comprende DHL, Fedex, TNT, UPS e SDA.
Il meccanismo posto in essere dall’accordo – evidenzia Ambrosino – potrebbe contribuire a creare un aumento dei prezzi perché trasferisce a valle i costi, creando una rigidità nella catena del valore di molti settori che potrebbe ripercuotersi direttamente sul consumatore finale. In questo modo, inoltre, non si producono stimoli alla ricerca dell’efficienza su altre componenti di costo e sui pre-requisiti per ricercare queste efficienze (ad esempio, dimensioni dell’azienda tali da consentire l’allocamento di risorse per la ricerca e lo sviluppo su nuove tecnologie e organizzazioni sistemiche della logistica), aggravando ulteriormente il gap competitivo del sistema logistico italiano nei confronti di altre Nazioni meglio posizionate dal punto di vista infrastrutturale e sistemico.
"Riconosciamo il merito al Governo - spiega Ambrosino - di aver raggiunto un accordo che ha evitato in un momento difficile un altro sciopero molto gravoso per l'economia italiana, ma non possiamo non evidenziare che si tratta di una scelta che mette in evidenza - prosegue Ambrosino - da un lato l'incapacità del settore di imporre contrattualmente gli incrementi di costo al proprio mercato di riferimento subendone totalmente il rischio, dall'altro l'assenza di un recupero di efficienza sulle altre voci di spesa. Questo accordo conferma perciò in modo indiretto l'intrinseca complessità di questo settore, che essendo costituito per lo più da imprese piccole o individuali non è nelle condizioni di poter realizzare economie di scala nè, tantomeno, di innovare i propri processi operativi. Questo determina l'incapacità di creare valore aggiunto per i propri clienti sì da giustificare un aumento del prezzo finale loro praticato. Il chilometro percorso da un autotrasportatore italiano - conclude Ambrosino - resta sempre il più caro d'Europa: al di là della soluzione adottata nella circostanza, quindi, auspichiamo una legge che favorisca l'innovazione e la capacità di organizzazione delle aziende dell'autotrasporto. Occorre premiare l'unico vero elemento differenziatore del settore, la competenza, piuttosto che tamponare l'emergenza: solo in questo modo è possibile favorire la crescita dimensionale delle aziende e la libera concorrenza. Ci proponiamo, pertanto, come autorevole e competente voce per un confronto ed un supporto costruttivo nell'importante strada intrapresa da questo Governo"
U.S. Confindustria
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