A26, clandestini nascosti in camion bulgaro: scoperti a Latisana

Nella prima mattinata di martedì 28 aprile il centro operativo autostradale ha emanato una nota di rintraccio di un complesso autoarticolato bulgaro, che poteva trasportare clandestini. L’informazione proveniva da un solerte camionista friulano che, guidando il proprio mezzo, aveva notato qualche movimento da una piccola apertura posta sul semirimorchio del mezzo pesante che lo precedeva. L’attento conducente si è avvicinato il più possibile al veicolo che lo precedeva per cercare di vedere ciò che si muoveva nel carico del collega. Avvicinandosi è riuscito a notare che il movimento era quello delle teste di esseri umani che di certo non avrebbero potuto viaggiare li.

Per questo ha contattato subito la Polizia Stradale fornendo tutte le informazioni utili al rintraccio ed il fermo per controllo del veicolo che, avveniva in pochi minuti presso il casello autostradale di Latisana per effetto del puntuale intervento di una pattuglia della Sottosezione di Palmanova. Si trattava di un mezzo pesante bulgaro condotto da un cittadino di quel paese che, a richiesta dei Poliziotti di Palmanova, ha aperto le porte posteriori del vano carico del semirimorchio dove, in fondo allo stesso, in uno spazio di non più di 25 cm., sono state rinvenute due persone di sesso maschile.

I predetti, fatti scendere dal mezzo, sono risultati essere due giovani, dichiaratisi, in stentata lingua inglese, cittadini afgani.
Grazie alla preziosa opera di un interprete bulgaro reperito telefonicamente, la pattuglia ha appurato che il conducente del mezzo bulgaro aveva fatto una sosta di 11 ore in territorio sloveno, era transitato in territorio nazionale da un valico a Trieste ed aveva fatto una brevissima sosta in un autogrill, poco dopo il confine per il tempo necessario alla consumazione di un caffè. E’ stato altresì appurato che i giovani afgani avevano praticato un taglio al telone, alla parte superiore, per poter respirare agevolmente ed è per tale motivo che sono stati scorti dagli utenti che hanno allertato il predetto C.O.A..

Considerata l’attuale emergenza sanitaria connessa al virus “Covid 19”, è stato richiesto l’ausilio del personale della Questura di Udine per il trasporto in sicurezza dei clandestini che sono stati da prima fatti visitare dal medico presente alla “ Ex Caserma Cavarzerani” di Udine, luogo che assiste i richiedenti asilo, appurando che i clandestini non avevano sintomatologie connesse con il virus “Covid 19 e successivamente accompagnati presso la Questura di Udine per le pratiche di fotosegnalamento ed espulsione, giacché gli stessi hanno manifestato l’intenzione di lasciare il territorio nazionale, per dirigersi in altri stati europei.

A conclusione degli accertamenti i clandestini sono stati deferiti alla competente A.G., per il reato di cui all’art. 10/bis del  Decreto Legislativo 25 luglio 1998, 286 modificato della legge 30/07/2002 nr.189, (ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato).

[immagine di repertorio]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

11 − 5 =