A32, i No Tav bloccano due tir ma non c’erano i pezzi della talpa

Ieri notte i No Tav hanno assaltato un tir bloccando l’A32 per circa 40 minuti. Un centinaio di manifestanti hanno effettuato l ieri sera, intorno alle 23, sull’A32 Torino-Bardonecchia all’altezza di Chianocco, in frazione Vernetto. Il blocco è stato attuato per impedire il passaggio di un tir, che i manifestanti pensavano contenesse i pezzi mancanti della talpa del cantiere della Maddalena. In realtà il mezzo pesante era diretto in Francia e non a Chiomonte.

Si trattava di un camion olandese addetto al trasporto eccezionale di una torre di raffreddamento per impianti industriali, condotto da un ignaro cittadino olandese. Per fermare il tir, secondo quanto riferisce la Polizia, alcuni No Tav avrebbero circondato il mezzo, arrampicandosi sul carico e appendendosi agli specchietti revisori. Il camionista olandese, spaventato dall’attacco, si é chiuso dentro la cabina e su richiesta dei manifestanti ha mostrato i  documenti del viaggio. Sempre secondo quanto riferisce la polizia, uno dei manifestanti avrebbe forato con un coltellino un pneumatico del tir. Appurato che il mezzo non era diretto alla Maddalena, i No Tav lo hanno lasciato andare, liberando l’A32. Il camionista ha poi chiesto l’intervento del 112: sul posto é intervenuta una volante della polizia stradale di Susa. La circolazione autostradale è stata riaperta verso mezzanotte.  Sono in corso attive indagini volte ad identificare gli autori dell’assalto al tir. Non sarà l’ultimo di questo genere di episodi: i No Tav hanno infatti allestitoproprio a due passi dall’imbocco autostradale il nuovo presidio di Chianocco, il cui primo obiettivo é intercettare i camion contenenti i materiali utili per assemblare la talpa della Maddalena. Altri attivisti controllano il passaggio dei tir all’altezza dell’autogrill di Bruere, a Rivoli, con il compito di vedette. Intanto, sul fronte istituzionale, il presidente della Comunità Montana Sandro Plano ha richiesto ufficialmente un incontro con il premier Enrico Letta: “Essendo a diretto contatto con il territorio – scrive Plano nella lettera – pensiamo di avere conoscenza della reale situazione, e ci permettiamo di chiederle di incontrare una nostra delegazione di sindaci e di tecnici, per esporre il nostro punto di vista sul problema, e verificare la possibilita? di vie di uscita da questa contrapposizione tra lo Stato e alcuni cittadini”.

 

fonte: torino.repubblica.it

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