AITRAS aderisce al fermo di Trasportounito

Non ha tardato molto ad arrivare l’adesione dell’associazione siciliana AITRAS al fermo proclamato da Trasportounito dal 28 al 31 ottobre prossimi. Attraverso un comunicato del proprio presidente Salvatore Bella, AITRAS oggi ha annunciato la propria adesione al fermo.

Qui di seguito il testo integrale del comunicato di Salvatore Bella.

L’assemblea nazionale di Trasportounito si è conclusa con il mandato pieno al Segretario nazionale di confermare il fermo a partire dal 28 ottobre, a causa del perdurare del disinteresse del governo nei confronti dei problemi degli autotrasportatori. L’Aitras condivide le preoccupazioni di Trasportounito e, come anticipato, aderisce al fermo nazionale. I governi nazionale e regionale non possono illudere le imprese con promesse che puntualmente vengono disattese. Ogni volta che proclamiamo un fermo si attivano immediatamente sottosegretari e assessori regionali a firmare protocolli con soluzioni a breve e a medio termine,  ma una volta ottenuta la sospensione del fermo, tutto finisce nel dimenticatoio, anzi si apprestano a complicarci ancor di più la vita, vedi l’aumento dell’IVA e il disegno di legge presentato alla Camera per modificare l’Albo degli Autotrasportatori. Ebbene si, un disegno di legge andrebbe approvato: quello che abolisce l’Albo Autotrasportatori, una macchina mangia-soldi, che non ha mai aiutato la categoria, ma istituita con il preciso scopo di distribuire poltrone e denari alle caste delle associazioni nazionali, che da trent’anni a questa parte hanno il solo merito di avere distrutto l’autotrasporto italiano senza rendersi conto di avere isolato due regioni come la Sicilia e la Sardegna con leggi e riforme che non hanno tenuto conto dell’insularità di queste regioni, del grave problema infrastrutturale di cui soffrono, del tipo di economia, prettamente agricola, di cui vivono, sopprimendo i collegamenti ferroviari e  gli incentivi  all’autotrasporto combinato strada-mare. Tutte le nazioni dell’Unione Europea si apprestano ad utilizzare perfino i fiumi per realizzare l’intermodalità incentivata e noi, circondati dal mare, sappiamo solo sopprimere gli incentivi già esistenti. Per questi motivi anche noi, il 28 ottobre, scenderemo sulle strade a manifestare contro la casta delle associazioni nazionali che nulla piu’ hanno a che vedere con le reali esigenze dell’autotrasporto italiano. 

Salvatore Bella

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