AITRAS domani non andrà all’incontro al MIT e conferma il fermo dal 9 dicembre

Attraverso un comunicato del suo presidente Salvatore Bella, l’associazione dell’autotrasporto siciliano AITRAS fa sapere che non sarà presente all’incontro di domani presso il Ministero delle Infrastrutture dei Trasporti convocato dal sottosegretario Girlanda ed al quale presenzierà anche il ministro Lupi

Le motivazioni risiedono nel fatto che – recita il comunicato di AITRAS – “tra le richieste accolte dal Governo nazionale non ve n’ è nemmeno una delle nostre. Nella nota del Ministero infatti si informa che il Senato, votando il maxi emendamento presentato dal Governo sulla legge di stabilità, ha annullato la riduzione del recupero delle accise ed ha introdotto le modifiche per l’Albo, nonché il mantenimento dei 330 milioni per il settore, così come era stato chiesto da Unatras e Anita.”

AITRAS ribadisce che “Uggé & C. non rappresentano l’autotrasporto italiano e che vi è una larga fetta di autotrasportatori stanchi di subire le politiche imposte da questi soggetti; l’autotrasporto italiano non vive solo di rimborso sui pedaggi autostradali e corsi di formazione, ma necessita di riforme e politiche serie che mettano le imprese di autotrasporto nelle condizioni di lavorare legalmente.”

AITRAS segnala anche una questione geografica evidenziando alcuni problemi, che toccano le aziende di autotrasporto dell’Italia meridionale ed insulare visto che “Il Ministro non fa nessun riferimento ai problemi della Sicilia, della Sardegna e del Meridione d’Italia, non fa nessun riferimento ai debiti che ha nei confronti degli autotrasportatori che nel 2010 e nel 2011 hanno utilizzato le autostrade del mare, invogliandoti a prendere le navi, le quali hanno anticipato grosse somme dietro la promessa (con decreti ministeriali e impegni di somme in finanziaria) del rimborso: le imprese non se ne fanno nulla oggi della scusa che l’UE è contraria, avrebbero dovuto verificare la questione prima di pubblicare il Decreto ministeriale. Nessun riferimento al monopolio che alcuni armatori hanno sullo Stretto di Messina che incassano 260 euro per soli 3 Km di tratta marittima.”

AITRAS conclude il comunicato ribadendo di essere in attesa di risposte concrete da parte del Ministero e solo quando ciò accadrà l’associazione sarà lieta di presenziare alle sue riunioni e che nel frattempo nulla cambia dunque l’autotrasporto si fermerà dalla mezzanotte dell’8 dicembre e per 5 giorni.

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