Al via gli incentivi per gli investimenti delle imprese

É finalmente operativo il nuovo incentivo per le imprese di autotrasporto, diretto a finanziare in quota parte una serie di investimenti individuati dal decreto interministeriale (Trasporti ed Economia) del 13 marzo 2013, per il quale è stanziata una somma di 24 milioni di euro.

Ricordiamo che gli interventi incentivabili sono quelli effettuati a partire dalla data di pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, il 10 giugno, e fino al 31 dicembre 2013, e devono riguardare una o più delle iniziative seguenti:

a) acquisizione, anche mediante locazione finanziaria, di autoveicoli nuovi di fabbrica (compresi i complessi veicolari), adibiti al trasporto di merci di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 11,5 tonnellate, conformi alla normativa antinquinamento Euro 6;

b) acquisizione, anche tramite locazione finanziaria, di un nuovo rimorchio o semirimorchio con telaio attrezzato per trasporto container o casse mobili, di categoria O4 di cui all’allegato II della direttiva quadro 2007/46/CE, con contestuale radiazione di un rimorchio o di un semirimorchio con più di 10 anni di età, a condizione che il nuovo mezzo sia dotato di dispositivo di frenata “EBS”;

c) acquisizione anche mediante locazione finanziaria, di beni capitali destinati al trasporto intermodale (combinato strada-mare e strada-ferrovia), tra cui containers e casse mobili (intese quali unità di carico intermodale standardizzate in modo da assicurarne la compatibilità con tutte le tipologie di mezzi di trasporto così da facilitarne l’utilizzazione di differenti modalità di trasporto in combinazione tra di loro, senza rottura di carico, ovvero che la merce venga trasbordata o manipolata dal vettore o dal caricatore), dispositivi di movimentazione e sollevamento merci (da intendersi quali dispositivi di sollevamento e trasferimento delle U.T.I nei terminal intermodali, su autocarri, su vagoni ferroviari o su nave), nonché di nuovi semirimorchi per il trasporto combinato ferroviario rispondenti alla normativa UIC 596-5;

d) realizzazione, anche in forma aggregata, di progetti d’investimento per l’ammodernamento tecnologico delle dotazioni di capitali delle imprese di autotrasporto, finalizzati al raggiungimento di maggiori livelli di sicurezza e a migliori standard ambientali, tra i quali meccanismi elettronici che registrano l’attività del veicolo;

e) investimenti finalizzati all’elaborazione ed attuazione, in forma aggregata, di progetti finalizzati allo sviluppo e all’incremento della competitività delle imprese attive nel settore del trasporto e della logistica delle merci, nei limiti delle spese amministrative e notarili, di realizzazione dell’aggregazione.

La circolare esplicativa

Il ministero ha inoltre divulgato una circolare che fornisce importanti chiarimenti sui beni agevolabili, sulla compilazione e spedizione della domanda e sulla formazione della graduatoria. Come detto, per accedere al contributo è necessario che l’investimento venga realizzato entro il 31 dicembre 2013, il che vale a dire che entro questa data:

– per i veicoli a motore, i rimorchi ed i semirimorchi incentivabili ai sensi delle precedenti lettere a), b), c), deve essere intervenuta l’immatricolazione o, quanto meno, la richiesta di immatricolazione;

– in tutti gli altri casi, deve essere stato effettuato il pagamento della fattura emessa dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto, vale a dire 10 giugno 2013.

Incentivi per categorie di investimenti

Per quanto concerne queste categorie di investimenti, le precisazioni offerte dal ministero hanno riguardato:

– per l’investimento della lettera a) – acquisizione di veicoli Euro6 – deve trattarsi di mezzi nuovi di fabbrica, immatricolati per la prima volta in Italia fino al 31 dicembre 2013; restano esclusi dalla misura i veicoli in precedenza immatricolati all’estero e rivenduti in Italia, a chilometri zero (cosiddette nazionalizzazioni). Il contributo ammonta a 7.000 euro per ciascun mezzo oggetto di acquisizione, che può tuttavia salire a 7.700 euro quando il richiedente abbia i requisiti per essere classificato nella categoria delle piccole e medie imprese (si tratta, ricordiamo, di quelle che hanno meno di 250 dipendenti ed un fatturato annuo non superiore ai 50 milioni di euro e/o un totale di bilancio non superiore ai 43 milioni di euro); in tal caso, il decreto prevede che, su richiesta dell’interessato (da riportare nella domanda), l’importo base del contributo venga aumentato del 10%. Alla richiesta, l’interessato dovrà allegare il contratto di acquisto (in originale o in copia, in quest’ultimo caso con la dichiarazione del richiedente che la stessa è conforme all’originale), la fattura con il costo sostenuto e una dichiarazione sostitutiva di atto notorio in cui l’impresa riporta il numero di targa rilasciato dalla motorizzazione oppure, se il mezzo è in attesa di immatricolazione, il numero del protocollo apposto dalla motorizzazione sulla relativa richiesta.

– Per gli investimenti della lettera b) deve trattarsi di veicoli nuovi di fabbrica per i quali il richiedente, per poter accedere al beneficio, è chiamato a dimostrare tutte le condizioni previste in questa lettera con una dichiarazione di conformità del costruttore (qualora non risultassero dalla carta di circolazione) e, per quanto riguarda la radiazione dal P.R.A. del rimorchio o del semirimorchio con più di 10 anni, con una dichiarazione del demolitore che ha preso l’impegno a richiederla o, se è già avvenuta, con una dichiarazione del richiedente che attesti ciò. Per questa categoria di beni il contributo ammonta al 20% del costo di acquisizione al netto d’Iva, che sale al 25% quando il nuovo semirimorchio sia munito del sistema di controllo elettronico della stabilità. Ove richiesto dall’interessato nella domanda, sull’ammontare base del beneficio si applica la maggiorazione del 10% prevista, come già detto, per le PMI; per cui, se questo ammontare base è pari, ad esempio, a 20.000 euro (trattandosi del 20% del costo di acquisto al netto dell’Iva, che nell’esempio ammonta a 100.000 euro), la percentuale del 10% si applicherà su questo importo, con il risultato che il contributo che l’impresa potrà richiedere sarà di 22.000 euro.

– Per gli investimenti della lettera c) deve trattarsi di beni nuovi di fabbrica destinati al trasporto intermodale (combinato strada–mare e strada–ferrovia). La circolare esclude che tra i beni agevolabili possano ricomprendersi i carrelli elevatori (cosiddetti muletti), usati per il sollevamento e la movimentazione delle merci nei depositi di logistica, dal momento che non sono inquadrabili in nessuna delle tipologie di beni richiamate in questa lettera. L’importo del contributo ammonta al 20% del costo di acquisizione, al netto dell’Iva, e per le PMI si applica la maggiorazione del 10%, sempre su richiesta dell’interessato.

– Per gli investimenti della lettera d) deve trattarsi di strumenti elettronici inquadrabili nell’ambito del regolamento di esenzione (CE) 800/2008, tecnologicamente innovativi e funzionali ad incrementare gli standard di tutela ambientale o i livelli di sicurezza dei veicoli e delle persone, tra cui le cosiddette scatole nere (black box). Pertanto, il ministero ha escluso che questo beneficio consenta di finanziare l’acquisto di semplici apparecchiature informatiche come, ad esempio, gli antifurti satellitari e i programmi software per impianti mobili di gasolio. Tra i documenti da allegare, è richiesta una dichiarazione che attesti l’innovazione (da un punto di vista ambientale e tecnologico) dello strumento acquisito o (nel caso della scatola nera), una dichiarazione del costruttore attestante che il dispositivo è in grado di rilevare e trasmettere a distanza dati relativi all’attività del veicolo e la ricostruzione della dinamica dell’urto. Il contributo ammonta al 20% del costo di acquisizione al netto d’Iva.

– Per gli investimenti della lettera e) si tratta delle spese di consulenza sostenute per l’aggregazione di più imprese attive nel settore del trasporto e della logistica delle merci, che devono essere comprovate da idonea fattura emessa dal consulente esterno; richiedente è il nuovo soggetto sorto dall’aggregazione, che ovviamente deve essere iscritto all’Albo degli Autotrasportatori di cose in conto terzi. Il contributo ammonta al 50% delle spese ammissibili, al netto dell’Iva. Insieme alla domanda, occorre allegare anche una dichiarazione sostitutiva di atto notorio che attesti l’iscrizione del nuovo soggetto alla Camera di Commercio, con il relativo numero di iscrizione e dell’attività economica di riferimento.

Ammontare del contributo 

Quanto all’ammontare massimo per impresa del contributo:

– per l’acquisto di veicoli nuovi Euro 6, non può superare l’1,5% del contributo totale stanziato, quindi 360.000 euro;

– per tutte le altre forma di investimento, non può superare il 2,5% del contributo totale, quindi 600.000 euro.

La soglia massima del contributo ammonta a 960.000 euro (600.000+360.000), in caso di cumulo degli investimenti. Questi limiti potranno essere derogati (in tutto o in parte) soltanto se le richieste non esaurissero lo stanziamento di 24 milioni di euro. Presentazione della domanda Occupiamoci ora della compilazione e della presentazione della domanda e dei suoi allegati. Quanto alla prima, deve avvenire utilizzando il modello allegato al decreto e reperibile, in formato word, anche sul sito istituzionale del ministero dei Trasporti (www.mit.gov.it). Se l’impresa ha intenzione di suddividere gli investimenti nel corso dell’anno, può presentare una domanda in via principale per gli interventi già eseguiti e barrare, nel modello, la casella con cui si riserva di presentare una o più domande in forma semplificata per gli altri investimenti non ancora effettuati. Naturalmente, le domande prodotte successivamente verranno accolte a condizione che, nel frattempo, l’ammontare stanziato non fosse esaurito.

La domanda va presentata a mezzo posta (con raccomandata a/r) oppure tramite consegna a mano presso la Direzione generale per il trasporto stradale e l’intermodalità del ministero dei Trasporti, al seguente indirizzo: ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Dipartimento dei Trasporti terrestri – Direzione generale per il trasporto stradale e l’intermodalità, Via Giuseppe Caraci 36 – 00157 Roma. Il termine ultimo per la spedizione e per la consegna a mano, è il 31 gennaio 2014. Il ministero (o, per essere più esatti, la Commissione appositamente nominata del ministero) formerà una graduatoria tenendo conto dell’ordine di spedizione (o di consegna a mano) delle richieste, per cui le imprese saranno soddisfatte seguendo proprio la loro posizione in graduatoria fino ad esaurimento delle risorse. Qualora, sulla base delle domande man mano pervenute agli uffici ministeriali, fosse appurato l’esaurimento anticipato delle risorse, il ministero ne darà notizia con un avviso pubblicato sul proprio sito internet, con la conseguenza che non saranno prese in esame le richieste trasmesse dopo la pubblicazione o, comunque, a risorse esaurite.

Il contributo verrà erogato tramite accredito bancario diretto all’impresa interessata, previa verifica con Equitalia sull’assenza di situazioni debitorie con il fisco, di obblighi di restituzione di aiuti di Stato e, ricorrendone i presupposti, di fenomeni di inquinamento mafioso (cosiddette verifiche antimafia). L’erogazione del contributo sarà comunicata sul sito internet del ministero dei Trasporti.

 

fonte: alboautotrasporto.it

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