ASAPS: Strage bus dimostra debolezza sistema controllo autotrasporto

Durissimo il commento dell’Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale (ASAPS) che per bocca del suo presidente, Giordano Biserni, ha chiamato in causa direttamente la presunta debolezza del sistema di controllo dell’autotrasporto professionale indicando che servono più pattuglie con agenti super addestrati e non solo elettronica e ausiliari del traffico. L’ASAPS richiede inoltre che le verifiche sui tempi di guida, riposo, velocità, alcol, pneumatici, vengano estese “dalla strada al ventre dell’impresa”.

Qui di seguito la prosecuzione del durissimo comunicato dell’ASAPS.

Il gravissimo incidente sulla A16 con 38 vittime e 10 feriti, forse la più grande tragedia stradale nella storia infortunistica del Paese, che negli ultimi 60 anni ha fatto contare oltre 500.000 morti e 14 milioni di feriti sulle strade, ripropone prepotente il tema della sicurezza nei mezzi professionali di trasporto: pullman e autocarri.
Vanno indagate le vere cause di incidenti di questo tipo, proprio per questo l’ASAPS da tempo chiede l’istituzione di un catasto dei sinistri gravi per investigare, conoscere e analizzare le fasi precedenti, concomitanti e successive all’impatto, sia con riguardo al mezzo che al conducente. Non è possibile che un incidente come questo finisca solo in un fascicolo di una Procura, qualche volta con addebito a causa accidentale o sconosciuta (specie se il conducente è deceduto) e con un intervento della sola compagnia di assicurazione per il ristoro dei danni.

L’ASAPS ritiene che in questa tipologia di incidenti  nella maggior parte dei casi giochino un ruolo importante gli esasperati tempi di guida con lo sforamento delle 9 ore giornaliere ammesse, o il salto dei turni di riposo previsti dall’articolo 174 del CdS. A parere dell’associazione anche la lunga crisi economica sta incidendo nella spinta verso una forzata illegalità, tutto questo perché le imprese cercano di  mantenere la presenza su un mercato economicamente soffocante che si gonfia di costi e che vede abbassarsi le tariffe anche per una concorrenza  estera sempre più agguerrita e sleale.

L’illegalità nella registrazione dei  tempi di guida, di riposo e del superamento dei limiti di velocità registrati è ampiamente documentata. Non a caso l’ASAPS ha raccolto in una Enciclopedia dei tarocchi i vari e originali sistemi, utilizzati dai sempre più numerosi conducenti, per taroccare i risultati registrati  sul cronotachigrafo digitale, la scatola nera di più recente costruzione.

Per fronteggiare questo fenomeno riteniamo si debba tornare ad una vigilanza estesa dalla strada al ventre dell’impresa, fatta di uomini e donne in divisa, professionisti del controllo all’autotrasporto capaci di fare verifiche tecniche su strada. La Polizia Stradale con gli scarsi mezzi a disposizione e il suo sempre più esiguo e invecchiato personale (mancano oltre 2.000 agenti in organico e l’età media è ormai di 45 anni)  fa sicuramente più di quello che può, ma  non riesce per tutto quello che oggi è  necessario. Sono insufficienti e sempre meno frequenti i controlli con i CMR Centri mobili di revisione organizzati con il MIT che danno risultati molto utili.

Si deve capire poi perché la barriera di contenimento non abbia retto in correzione del possibile errore umano o tecnico.
Serve a questo punto una inversione della politica che delega ai controlli elettronici e alle ausiliarietà  (del traffico, della sosta ecc.) gran parte dei compiti di questa sorta di nuova era della mobilità.
Solo i professionisti delle forze di polizia, che vanno aggiornati costantemente nella loro specificità di fini controllori del sistema mobilità su gomma, sono i veri guardiani della nostra sicurezza. 
Le più recenti politiche, che pur hanno fatto molto in termini di leggi a favore della sicurezza stradale (patente a punti, sanzioni più severe, contrasto all’alcol) hanno trascurato il fattore del controllo umano, l’unico capace di intercettare le violazioni che si traducono poi spesso in tragedia: si chiamano tempi di guida, riposi, limitatori di velocità, (anche nei cantieri stradali) alcol, droga, pneumatici, uso del cellulare, uso delle cinture sui mezzi,  per ricordarne alcuni.
Dopo una tragedia come quella della A16, con decine di lenzuoli bianchi allineati sulla strada, che equivale alla sciagura di Viareggio, attendiamo risposte concrete.

Giordano Biserni
Presidente ASAPS

facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather