Associazioni dell’autotrasporto scrivono al Governo e minacciano il fermo

Alleanza delle Cooperative Servizi ed Utilities, Anita, Assotir, Cna Fita, Confartigianato Trasporti, Fai, Fedit, Fiap, Sna Casartigiani e Unitai. Sono queste le dieci sigle sindacali dell’autotrasporto italiano che, unitariamente, hanno scritto al Governo Italiano per chiedere un incontro urgente nel quale affrontare i problemi del settore.

Giova ricordare che un’azione così unitaria non accadeva da moltissimo tempo e ciò non può che essere accolto positivamente. Nella missiva le associazione esprimono “rammarico per gli ultimi sviluppi riguardanti il settore dell’autotrasporto” e  ricordano che quanto concordato il 28 novembre 2013 resta in larga misura tuttora disatteso.

Le associazioni, in particolare, lamentano la scarsa attenzione che l’Esecutivo riserva al settore riguardo a temi scottanti quali i tempi di pagamento, i controlli, i divieti di circolazione ed i costi minimi. Viene poi contestato “l’abbandono del metodo concertativo“, che, secondo quanto previsto, si sarebbe dovuto concretizzare in riunioni quindicinali tra autotrasporto e Ministero. Cosa che non si è verificata risalendo l’ultimo incontro al 25 marzo 2014, nonostante i ripetuti solleciti ad incontrarsi operati dalle associazioni.

Le associazioni, poi, ricordano l’importante scadenza del 4 settembre 2014 in cui la Corte di Giustizia Europea emetterà la sentenza sulla legittimità dei costi minimi di sicurezza. In virtù di questo passaggio di fondamentale importnaza per l’autotrasporto italiano, le associazioni chiedono un intervento ministeriale quale mediazione con la committenza industirale al fine di “giungere a un risultato che soddisfi tutti gli interessi in campo“.

Le associazioni scriventi annunciano che in caso di mancato riscontro alla missiva, esse valuteranno l’eventualità della proclamazione dello stato di agitazione della categoria.

 

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