Autorità Trasporti, Movimento 5 Stelle alla Camera insoddisfatto da risposte elusive

“L’audizione tenuta oggi in Commissione dai tre membri proposti dal Governo per l’Autorità dei Trasporti ci ha lasciato fortemente insoddisfatti. Avevamo proposto e richiesto personalità competenti in materia, dal curriculum dall’elevato professionale, mentre almeno due di loro non hanno alcuna competenza in logistica e riconoscimenti internazionali in merito. Ancora una volta ci troviamo a dover constatare come la logica adottata per le nomine risponde a quella della classica spartizione e lottizzazione politica”.

Lo dichiarano i deputati del MoVimento 5 Stelle in Commissione Trasporti della Camera.

“Sulla nomina di Mario Valducci – aggiungono – a nostro parere pesa l’ombra del Ddl Corruzione emanato dal precedente Governo. Se i decreti attuativi fossero stati varati, così come le forze di Governo si erano impegnate a fare, oggi a norma di legge la sua presenza in quella sede sarebbe stata impossibile.

A tale principio, da noi espresso in Commissione, abbiamo ricevuto da Valducci una replica non soddisfacente dal momento che ha dichiarato di non essere un politico di professione. Ci chiediamo allora in quale modo si dovrebbe definire chi, come nel suo caso, ha svolto cinque legislature consecutive.

Valducci ha poi aggiunto che per avere le prove della sua indipendenza e capacità di autonomia quando era presidente della Commissione Trasporti si può chiedere ai colleghi del Pd. In pratica, Valducci consiglia di utilizzare come garante del lavoro da lui svolto un partito. Quello, tra l’altro, che siede ai banchi del Governo insieme al Pdl, il partito di riferimento di Valducci.

Infine, non condividiamo la  decisione del presidente Andrea  Camanzi di non rispondere in merito alle competenze sottratte all’Autorità dal Dl Fare – articoli 24 e 25 – per non “fare uno sgarbo alla politica”. Così facendo, però, lo sgarbo Camanzi lo compie nei confronti di utenti e cittadini – concludono i deputati del M5S – , i quali dovrebbero essere il primo referente dell’Autorità”.

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