Autotrasportatore evade il fisco perchè non può pagare. Assolto dal giudice.

E’ successo a Tribano, in provincia di Padova. La storia è raccontata in un articolo de Il Mattino di Padova di ieri, venerdì 5 luglio 2013, e firmato da Carlo Bellotto, che riportiamo qui di seguito. 

Mancavano l’elemento psicologico del reato e la volontà di commetterlo. Per questo il giudice del Tribunale di Este Daniele Marchiori ha assolto, perchè il fatto non costituisce reato, Enrico Stobbia, di Tribano, titolare di una piccola impresa di autotrasporto. L’uomo, cinquantenne era a giudizio per omesso versamento di 207.000 di Iva e 67.000 euro di ritenute d’acconto non versate.

Il suo avvocato difensore, Carlo Canal, ha presentato al giudice un dettagliato resoconto dal quale si evinceva che il suo cliente aveva sempre lavorato correttamente. Aveva subito la crisi negli anni 2008 e 2009 e la sua piccola azienda era stata dichiarata fallita. Aveva iniziato ad avere problemi con le società di leasing, il lavoro scarseggiava e c’erano dei ritardi sui pagamenti. Il legale ha dimostrato che il suo cliente ci aveva rimesso in prima persona, non si era messo via del denaro e aveva pagato tutti fino all’ultimo. Gli ultimi soldi che gli rimanevano li aveva usati per pagare i sui dipendenti. Poi quando i denari erano finiti non si poteva pagare nessun altro. E quindi nemmeno quei 274.000 euro di versamenti all’Erario. Il giudice Marchiori ha ritenuto, almeno dal punto di vista penale, la sua condotta non punibile. Una decisione non di ruotine che va valutata nel quadro complesso del fallimento.

Infatti dal punto di vista penale il reato si è estinto, a meno di un ricorso del pubblico ministero, che potrebbe portare il processo in secondo grado, ma dal punto di vista civile il debito non si è di certo estinto. Il credito dell’erario rientrerà nel fallimento.

La sentenza di assoluzione è tra le prime in Italia. La scorsa estate aveva avuto la ribalta nazionale una sentenza simile del tribunale di Firenze, che aveva assolto con formula piena un imprenditore edile sessantenne, finito sotto processo per l’omissione del versamento dell’Iva nel 2007. Venne assolto perché riuscì a dimostrare al giudice di essersi trovato costretto all’omissione a causa delle difficoltà economiche in cui versava la sua azienda che ha sede nel Valdarno fiorentino. Per salvare il futuro della sua ditta, che dalla nascita negli anni ’80 non aveva mai avuto problemi, l’imprenditore ha diretto tutte le sue risorse sull’immediato: e quindi sul pagamento dei fornitori per finire un lavoro fondamentale per la sopravvivenza dell’azienda. Che altrimenti sarebbe crollata. Nel caso del piccolo imprenditore di Tribano è stata valutata la condotta dell’imputato che aveva sempre onorato i debiti verso il fisco. Ma poi quando era sopraggiunta la crisi aveva terminato i soldi: gli ultimi li aveva usati per pagare spese qua e là.

facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather