Autotrasportatori di Trasportounito manifestano davanti alle prefetture d’Italia

Accadrà, secondo quando annuncia la stessa Trasportounito, lunedì 14 gennaio 2013. I motivi, riferisce l’associazione sono le imprese ed il lavoro nel settore autotrasporto ormai al capolinea. Si richiede vengano considerati nella giusta misura 120.000 imprenditori, 1 milione di lavoratori, 30.000 imprese dell’indotto, il 7% del prodotto interno lordo italiano.

Nel dettaglio, questi i punti salienti evidenziati da Trasportounito:

– Gasolio: Gli aumenti del gasolio hanno prodotto un costo aggiuntivo per le imprese dell’autotrasporto di circa 1.200 milioni di euro. La committenza non riconosce i maggiori costi ed i Governi sono stati miopi e sordi alle richieste del settore.

– Costi Minimi: Le tariffe per i servizi di autotrasporto sono più basse di quelle che si praticavano 15 anni fa. Occorrono semplificazioni e rafforzamento dell’art. 83 bis L. 133 (meno tabelle, zero formule, certezza del diritto).

– Controlli e Sanzioni sulle Imprese committenti irregolari: Lo Stato, attraverso gli organismi competenti per Legge (Prefettura, Guardia di Finanza, Agenzia Entrate) deve effettuare i controlli nelle aziende committenti e sanzionare gli irregolari, con il pagamento immediato. L’obiettivo è regolare il mercato e combattere Committenti e Vettori che affidano trasporti ad irregolari, abusivi, malavitosi e false imprese comunitarie.

– Pagamenti in Tempi certi e certezza del Credito: pagamenti obbligatori a 30 gg per tutta la filiera del trasporto. Lo Stato garantisca la certezza del pagamento con controlli severi presso la committenza e affidando la riscossione forzosa a proprio Istituto.

– Costo del lavoro: ha assunto dimensioni eccessive rispetto a quello sostenuto dai vettori degli altri Paesi dell’Unione Europea. La riforma Fornero non ha prodotto effetti. Si stanno perdendo migliaia posti di lavoro favorendo lo sfruttamento irregolare di autisti stranieri.

– Sicilia, Sardegna, ecobonus 2010: il pagamento dell’ecobonus 2010 deve essere attuato in osservanza delle disposizioni nazionali, i problemi insulari delle imprese siciliane e sarde devono essere seriamente e concretamente affrontati.

– Aree di Sosta, Infrastrutture e Viabilità: continuano ad essere poche, insufficienti e inadeguate alle velocità commerciali di cui necessita la merce. E’ urgente l’apertura dei cantieri delle infrastrutture che avrebbero dovuto ridurre i problemi di mobilità (Gronda, Terzo Valico ecc.).

– Remunerazione Tempi di Attesa: riscrivere in maniera semplificata le regole (127/2010), permettendo all’autotrasportatore di fatturare le attese forzate.

– Contenimento costi assicurativi: determinazione di regole specifiche per l’RC del settore veicoli merci, per calmierare gli aumenti indiscriminati.

– Sconto immediato al casello sulle spese autostradali: modificando il sistema di rimborso previsto dal Comitato Centrale dell’Albo, perennemente in ritardo di oltre due anni.

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