Bella (AITRAS): I fermi proclamati dal 9 al 13 dicembre sono distinti, non è un fermo unitario

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del presidente dell’associazione siciliana AITRAS, Salvatore Bella, nel quale viene puntualizzato che i fermi proclamati in questi giorni dalle varie associazioni sono distinti tra loro, ognuno dei quali scaturito da diverse motivazioni. Non si tratta, insomma, di un unico fermo, pur attuandosi essi tutti nel medesimo lasso di tempo.

Qui di seguito il testo del comunicato di Bella.

Onde evitare confusione, occorre fare alcune precisazioni sui fermi, proclamati da diversi soggetti ma tutti dal 9  al 13 dicembre. I soggetti infatti sono: il Comitato Nazionale che comprende Aitras,Comitato di Autotrasportatori Autonomi, Forconi e altre sigle sindacali; Trasportounito unica sigla non associata con nessuno; Unatras e Anita; Aias e Forza d’Urto. Ognuno di questi soggetti/gruppi ha inviato alla commissione di garanzia una propria comunicazione ed ha una propria piattaforma di richieste. I soggetti infatti non sono legati tra di loro e il fermo non è unitario. Sarebbe stato meglio evitare questa spaccatura che, secondo me, non favorisce nessuno. Avevamo anche lanciato degli inviti all’unitarietà e di sederci tutti attorno a un tavolo per perseguire il bene comune, ma da quanto si evince dai comunicati stampa di alcuni di questi soggetti, l’invito non è stato accolto. Uggè infatti dichiara che le sue richieste sono oggettivamente diverse dalle nostre: questo è vero visto che lui nei tavoli istituzionali continua a chiedere fondi per il rimborso sui pedaggi autostradali e per i corsi di formazione, anche se poi nei comunicati dichiara che il fermo è per il recupero delle accise, ovviamente tema molto sentito dalla categoria; noi invece chiediamo di essere messi nelle condizioni di lavorare senza essere sanzionati a causa delle problematiche meridionali più volte sollevate. Al Senatore Gibiino, capo-gruppo Forza Italia – PDL in Commissione Lavori Pubblici e Trasporti, siciliano come noi, dico che non è affatto vero che le problematiche sono solo legate al rimborso delle accise o all’incertezza delle risorse destinate alla categoria, come sostiene il valtellinese Uggé, i problemi della Sicilia sono legati alle infrastrutture precarie o inesistenti della nostra regione e alle condizioni disastrose in cui operano le nostre imprese, legate a un’economia prettamente agricola i cui prodotti necessitano di tempi di trasporto brevi ma soggetti a rispettare norme comunitarie sulle ore di guida che li buttano fuori dal mercato. Non sappiamo che farcene di fondi se non riusciamo a effettuare un trasporto nell’osservanza delle norme. 

Salvatore Bella
AITRAS 

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