Bella (AITRAS): Revocare il fermo? In quel protocollo di intesa non c’è nulla!

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato del presidente dell’associazione AITRAS, Salvatore Bella, nel quale si evidenzia come non sia possibile da parte dell’associazione stessa revocare il fermo del 9 dicembre 2013 poichè nel protocollo di intsa firmato con alcune altre associazioni, a parere di AITRAS, non vi è nullache possa risolvere i problemi degli autotrasportatori.

Qui di seguito il testo integrale del comunicato.

Il Sottosegretario Girlanda ci chiede di revocare il fermo perché il protocollo firmato da Unatras e Anita contiene le soluzione ai nostri problemi e non comprende il perché le organizzazioni di autotrasporto Aitras Trasportunito, Assiotrat, Assotrasport, Azione nel trasporto italiano, Movimento autonomo trasportatori, aderenti al fermo, non desistano dallo stesso. E noi ripetiamo per l’ennesima volta che in quel protocollo non c’è NULLA che possa risolvere i problemi dei nostri associati. I 330 milioni di serviranno solo e ancora, in larga fetta, a finanziare rimborsi sui pedaggi autostradali e corsi di formazione, tutte cose che NON ci riguardano. Non si dimentichino, il Sottosegretario Girlanda e il Ministro Lupi, che ancora devono dirci, osservando le ore di guida imposte dal codice della strada, come dobbiamo fare a far arrivare le merci meridionali nel nord Italia e nel resto d’Europa. Signori, la domanda è semplice. E ancora quali soluzioni propongono per l’ecobonus 2010 e 2011 considerato che i 30 milioni da erogare per il 2010 (ancora non abbiamo visto un centesimo!) copriranno solo un terzo del rimborso promesso, e i 30 milioni per il rimborso 2011 non stati autorizzati dall’UE, quindi non sono spendibili anche se inseriti in finanziaria? Ma il diritto acquisito esiste solo per le pensioni d’oro? Non esiste per gli autotrasportatori che sono stati invogliati da decreti ministeriali e leggi finanziarie ad anticipare somme che ora nessuno vuole restituire? E cosa hanno fatto al MIT per vederci chiaro sul costo del traghettamento sullo Stretto di Messina? Possiamo continuare: perché per essere presenti all’Albo hanno inserito paletti tali che solo “alcune” (le solite) associazioni nazionali possono metterci piede, lasciando fuori e, di fatto, discriminando, tutte le altre associazioni? Cosa temono da chi lasciano fuori? Cos’hanno da nascondere? Quali altri inciuci hanno in mente? Potremmo continuare così per le molteplici altre richieste che non hanno mai avuto riscontro. La nostra manifestazione si svolgerà in modo pacifico e democratico e saranno i numeri a dimostrare che i primi a dovere essere cacciati fuori dall’Albo e dai tavoli istituzionali dovranno essere Unatras e Anita. 

 

Aitras
Salvatore Bella

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