Caro-pedaggi autostrade, CNA-Fita minaccia il fermo dell’autotrasporto

Attraverso un comunicato pubblicato sul profilo Facebook della sua presidente nazionale Cinzia Franchini, l’associazione CNA-Fita torna a minacciare il fermo nazionale dell’autotrasporto se il Governo non cambierà strada, se non fornirà cioè rassicurazioni all’autotrasporto affinchè non venga esclulo dalla proposta del ministro Lupi “di abbonamenti per calmierare la folle impennata dei pedaggi garantita ai concessionari.”

Secondo CNA-Fita sono “Allarmanti le risposte al question time del ministro Lupi sul tema caro-pedaggi. Dalle parole del ministro non vi è alcun impegno per l’autotrasporto rispetto alla proposta di abbonamenti, per i pendolari o coloro che usano le autostrade per le tratte più brevi per recarsi al lavoro, come sistema per calmierare gli aumenti avvallati dal Governo Letta. L’azione dei concessionari evidentemente, in pochi giorni, ha già sortito gli effetti desiderati su una politica a dir poco “scodinzolante”.

CNA-Fita chiede che “il Ministro convochi le rappresentanze dell’autotrasporto prima dell’incontro annunciato per il 15 gennaio con i concessionari autostradali affinché vengano date precise rassicurazioni rispetto all’inclusione del trasporto merci in conto terzi nella proposta di abbonamenti per l’utenza ricorrente.”

CNA-Fita, inoltre, “ritiene fondamentale che si apra subito il confronto con le rappresentanze per approfondire ulteriori meccanismi, anche a valere sui fondi appena stanziati, per calmierare questa folle impennata dei pedaggi.”

La presidente nazionale di CNA-Fita dichiara: “Che il sistema delle concessioni autostradali fosse mal concepito perché a beneficio delle solite lobbies è un dato di fatto che non aveva bisogno di ulteriori conferme tantomeno da parte dell’ennesimo Ministro dei Trasporti, sicuramente la svolta politica vi sarà laddove la nostra classe dirigente sarà capace di modificare questo tipo di assetti guardando all’interesse del paese e di tutte le forze produttive ciò nonostante oggi l’autotrasporto che noi rappresentiamo non può in alcun modo tollerare questi aumenti sfacciati e se non avremo rassicurazioni nell’immediato con quanto richiediamo, per mettere una toppa a questo andazzo, il Governo si prepari perché il fermo non potrà che essere la naturale conclusione del suo agire”.

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