CNA-Fita: capacità finanziaria sia ancora dimostrabile con polizza assicurativa

Nei giorni scorsi, l’associazione CNA-Fita è intervenuta sulla questione riguardante la capacità finanziaria che, dallo scorso 1° gennaio, è dimostrabile attraverso polizza assicurativa soltanto per i primi due anni di attività dell’azienda. L’associazione presieduta da Cinzia Franchini, attraverso una nota, chiede a gran voce il ripristino della polizza assicurativa come strumento sempre valido per la dimostrazione della capacità finanziaria.

Pubblichiamo, qui di seguito, il testo integrale della nota.

La CNA-Fita è l’unica associazione che chiede il ripristino della polizza assicurativa per dimostrare il requisito di capacità finanziaria. Tutte le altre associazioni hanno concordato, nel “patto di Fiuggi,” di cancellare questa possibilità e procedere solo con la sola fidjussione bancaria. E’ quindi una richiesta assurda proposta dalle associazioni dell’autotrasporto, esclusa la sola Fita, e accolta da Lupi.

Aver cancellato, improvvisamente ed improvvidamente, la modalità della polizza assicurativa vuol dire che le imprese che non possono certificare attraverso un revisore contabile, debbono rivolgersi obbligatoriamente al sistema bancario. Ciò significa che dovranno affrontare costi molto elevati per il rilascio di una fidejussione bancaria, ma anche che in molti casi sarà richiesto loro di vincolare un deposito corrispondente alla cifra garantita.

La Legge di Stabilità 2015, varata recentemente dal Parlamento ed in vigore dal 1 gennaio, contiene alcune disposizioni relative all’autotrasporto. 

Tra queste, una in particolare, contiene un provvedimento che, qualora non venga repentinamente modificato, mette a rischio la sopravvivenza di migliaia di imprese di autotrasporto merci. 

Si tratta dell’impossibilità di dimostrare il requisito annuale della cosiddetta capacità finanziaria, prevista da norme comunitarie, a mezzo della stipula di una specifica polizza assicurativa.

In sostanza, e senza entrare troppo in tecnicismi, le imprese iscritte all’Albo Trasportatori debbono dimostrare annualmente tale requisito obbligatorio tramite tre modalità: o attestazione patrimoniale da parte di un revisore contabile, o fidejussione bancaria, o polizza assicurativa.

Aver cancellato, improvvisamente ed improvvidamente, la modalità della polizza assicurativa vuol dire che le imprese che non possono certificare attraverso un revisore contabile, debbono rivolgersi obbligatoriamente al sistema bancario. Ciò non significa solamente che dovranno affrontare costi molto elevati per il rilascio di una fidejussione bancaria, ma anche che in molti casi sarà richiesto loro di vincolare un deposito corrispondente alla cifra garantita con la conseguente riduzione della capacità di accesso al credito o, molto più semplicemente e frequentemente, che sarà negata loro qualsiasi fidejussione, con il risultato che dovranno cessare l’attività, considerato che si tratta di imprese che spesso si trovano in una situazione di sotto patrimonializzazione. La norma europea consente la dimostrazione del requisito attraverso polizze professionali, solo per le imprese italiane questa possibilità viene oggi preclusa!

Tutto questo rappresenta un duro colpo per migliaia di autotrasportatori che lottano quotidianamente per la sopravvivenza ma che continuano a produrre reddito ed occupazione anche nel nostro territorio.

Solo nella provincia di Ancona tra il 10% ed il 15% delle circa 1.100 imprese iscritte all’Albo Autotrasportatori dimostra annualmente il requisito della “capacità finanziaria” attraverso una polizza assicurativa. Stessi dati si riscontrano nelle altre province marchigiane. Pertanto questo assurdo provvedimento colpisce, solo nella nostra regione, centinaia di piccole imprese.

Non sappiamo se Governo e Parlamento si sono resi conto delle conseguenze di ciò che hanno approvato e degli effetti che produrrà sul piano economico e sociale questa norma ingiustificabile che sostanzialmente farà chiudere per decreto centinaia (migliaia sul piano nazionale) di autotrasportatori, con conseguenze drammaticamente immaginabili sul piano occupazionale.

Durante la fase di discussione parlamentare, Cna Fita ha avanzato, per tramite di parlamentari sensibili al tema, proposte di emendamento al provvedimento, ma la blindatura del Governo non ha consentito modifiche. Ci adopereremo affinché questa assurda norma venga repentinamente modificata.

CNA-Fita

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