CNA-Fita scrive al sottosegretario Umberto Del Basso De Caro

Nella giornata di ieri, martedì 15 luglio 2014, l’associazione dell’autotrasporto CNA-Fita ha inviato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, all’attenzione del sottosegretario Umberto Del Basso De Caro, una lettera firmata dalla presidente nazionale dell’associazione Cinzia Franchini e pubblicata sul sito web dell’associazione.

Davvero tanti gli argomenti trattati nella lettera. Dai costi minimi di sicurezza al cabotaggio, dai pedaggi autostradali al carburante, dal calendario dei divieti di circolazione alla cosiddetta “sburocratizzazione”, alla legalità ed alla lotta all’abusivismo.

Per una completa comprensione di quanto scritto dall’associazione al sottosegretario, riportiamo qui di seguito, tratto proprio dal sito dell’associazione, il testo integrale della missiva.

Egregio On. Umberto Del Basso De Caro,

La ringraziamo per averci dato l’opportunità di trasmetterLe alcune proposte che, dal nostro punto di vista, rappresenterebbero sicuramente, se realizzate, un’azione qualificante la riforma della normativa di interesse del settore.

Oggi è pressante e prioritaria, nel mondo dell’autotrasporto, l’esigenza di recuperare competitività rispetto al contesto di mercato europeo riallineando i costi operativi delle imprese per quanto riguarda il carburante, i pedaggi, le assicurazioni alle medie europee, ristabilendo una condivisione costruttiva delle relazioni commerciali fra committenza e vezione attraverso una corresponsabilizzazione della filiera finalizzata alla piena tracciabilità e al rispetto delle normative vigenti.

Pressante è anche l’esigenza di contrastare il dumping sociale in atto che la crescente operatività dei Paesi dell’est Europa nel nostro settore sta portando senza che vi sia una sufficiente presa di coscienza per contrastare tutto ciò. A questo scopo riteniamo che l’azione di Governo debba poter dare un segnale forte alle nostre imprese e alla politica europea attraverso l’attivazione della clausola di salvaguardia bloccando per sei mesi la possibilità di operare per le imprese provenienti da quei paesi che, non armonizzando i loro costi operativi a quelli medi europei, ne sfruttano il vantaggio competitivo generando forti squilibri nell’economia del settore e dei suoi operatori nazionali.

Le elenchiamo di seguito solo alcune delle nostre proposte e ci rendiamo sin d’ora disponibili ad un confronto diretto ed allargato a tutte le componenti della complessa filiera logistica.

Distinti saluti

                                                 (f.to) La Presidente Nazionale

                                                              Cinzia Franchini 

 

COSTI MINIMI DI SICUREZZA

CNA-Fita da oltre un biennio ha più volte richiesto di modificare l’impianto normativo riavviando un confronto complessivo e condiviso dell’intera filiera e quindi con le componenti della Committenza (Confetra e Confindustria) e quelle della Vezione.

Oltre ad avere criticità reali nell’applicazione da parte del mercato e ad essere foriero di conteziosi legali, il regime dei costi minimi è soggetto ad impugnative istituzionali che ne rendono incerta anche l’effettiva valenza di norma in sede giurisprudenziale.

Riteniamo quindi, allo stato attuale, prematuro e inopportuno un cambiamento in corsa dei costi minimi di sicurezza con così poco tempo e alla cieca rispetto al verdetto che la Corte di Giustizia Europea emetterà il prossimo 4 settembre.

Solo dopo l’evidenza del parere giuridico europeo sarà possibile verificare la valenza futura di tale norma in Italia. E’ indubbio che per la futuribile revisione dell’impianto normativo dei costi minimi si dovrà tener conto in modo coerente di come la normativa comunitaria intenda riorganizzare il mercato del trasporto merci in conto terzi a partire, solo a titolo esemplificativo e per citare un caso, dalla prossima liberalizzazione del cabotaggio.

L’impianto dei costi minimi, lo ricordiamo, nasce all’origine per tutelare le imprese di autotrasporto italiane da aumenti ingiustificati e incontrollabili del costo del carburante e dovrebbe poter evolvere in una prospettiva imminente di maggiore integrazione dei mercati nazionali su scala europea, un efficace strumento di tutela per l’operatività dei vettori italiani all’interno di una filiera corresponsabilizzata rispetto a fenomeni di dumping economico, ascrivibili alla profonda differenza dei costi operativi più importanti di cui godono le imprese dell’Est Europa in un mercato europeo ancora troppo poco armonizzato.

Comunque in un’eventuale e seria riforma della normativa di riferimento riteniamo imprescindibili alcuni punti qualificanti che qui di seguito elenchiamo:

  1. Ribaltamento automatico e obbligatorio ai committenti del costo del gasolio, pedaggi e traghetti, evidenziandolo a parte in fattura.
  2. Sub-vezione: previsione di massimo due passaggi.
  3. Forma scritta obbligatoria del contratto di trasporto.
  4. Mantenimento dell’azione diretta in caso di mancato pagamento o di violazione dei termini temporali previsti per legge (30 gg).
  5. Prevedere un tentativo di mediazione obbligatoria tramite l’Associazione di riferimento dell’impresa, per qualsiasi problematica ivi compresa l’azione diretta.

 

CABOTAGGIO 

Chiediamo al Governo di attivarsi tempestivamente presso la Commissione Europea per richiedere l’attivazione della clausola di salvaguardia per il trasporto stradale preventivamente ad ogni possibile ed ulteriore intervento normativo specifico.

I sei mesi di sospensione per il cabotaggio, oltre a frenare una concorrenza assolutamente fuori controllo e destabilizzante per l’economia del settore, dovranno servire a individuare un’azione condivisa ed efficace per il contrasto delle pratiche abusive e per la tutela dell’operatività del vettore nazionale garantendogli un effettivo recupero di competitività.

Tutto questo comunque dovrà tener conto di quanto già deciso in materia da parte dell’Unione Europea e della Commissione rispetto alla prevista liberalizzazione.

Inoltre si potrebbe poi procedere velocemente ad obbligare l’utilizzo del cronotachigrafo digitale con l’obbligo di registrare l’avvenuto passaggio sul territorio italiano dando così data certa da cui far discendere il calcolo del lasso temporale consentito per legge e rendere possibili i controlli sul rispetto della norma in modo agevole. Ovviamente si dovrà introdurre la sanzione specifica per la mancata imputazione digitale sul cronotachigrafo con pagamento immediato con il POS.

 

COSTI MASSIMI

 

Pedaggi

Sui rimborsi dei pedaggi autostradali è necessario introdurre meccanismi nuovi, rendendoli realmente fruibili direttamente al Telepass e destinandoli unicamente al conto terzi. Inoltre sarebbe auspicabile introdurre una maggiore premialità di carattere ambientale per classi di veicoli più sostenibili. In questo modo si può realmente incentivare un rinnovamento del parco veicolare non attraverso fondi specifici, comunque esigui, e incapaci di innescare una dinamica virtuosa diffusa.

 

Carburante

Il prezzo del carburante ha fatto registrare un andamento in costante crescita: da una parte come effetto di una tassazione in continuo incremento e tra le più alte in Europa e dall’altra per una dinamica del prezzo industriale che è posta al di fuori di ogni possibilità di verifica e controllo.

In tema di costo del carburante si propongono  i seguenti interventi:

–      Applicazione dell’ “accisa mobile” con le modalità previste nella Legge finanziaria (art.1, comma 290-294 legge 244/07) che stabilisce la riduzione dell’accisa per compensare l’aumento dell’Iva dovuto all’incremento del prezzo dei petrolio. E’ il Ministero dell’Economia che con un decreto con cadenza trimestrale ne stabilisce la riduzione nel caso in cui il prezzo del periodo sia superiore di due punti percentuali al valore fissato nel vecchio Dpef;

–      Eliminazione della doppia imposizione (disapplicazione dell’Iva sull’accisa);

–      Riduzione dell’accisa statale all’aumentare dell’addizionale regionale in modo da  riequilibrare il carico complessivo;

–      Incentivare l’apertura di punti di distribuzione no-logo sulla rete autostradale in concessione restituendo la competenza delle autorizzazione ai comuni e non ai concessionari autostradali.

CALENDARIO DIVIETI

Chiediamo che venga eliminato ogni divieto di circolazione attualmente in vigore per i veicoli industriali con massa superiore alle 7,5 ton se non in concomitanza solo delle maggiori festività (Natale,  Capodanno, Pasqua e Ferragosto), con la possibilità di circolare 24 ore su 24 nel rispetto unicamente dei limiti previsti dalla normativa europea sui tempi di guida e riposo.

SBUROCRATIZZAZZIONE

Chiediamo che venga immediatamente abolita la scheda di trasporto.

LOTTA ALL’ABUSIVISMO E LEGALITÀ

Riteniamo importante che si istituisca una specifica commissione interministeriale (Ministero dei Trasporti, Interni, Ambiente, Economia e del Lavoro) con il coinvolgimento delle Associazioni di categoria, che elabori, proponga e sovraintenda a specifici monitoraggi per individuare azioni di prevenzione e di informazione.

Come focus prioritari proponiamo quello del contrasto ai fenomeni di concorrenza sleale ed elusione contributiva attraverso l’applicazione distorta della normativa europea sul distacco transnazionale e quello alle infiltrazioni malavitose nelle filiere logistiche e di trasporto.

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