Confetra auspica neutralità del Governo sui costi minimi

La Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica (Confetra) torna sull’argomento “costi minimi di sicurezza dell’autotrasporto”, sulla cui legittimità dovrà esprimersi la Corte di Giustizia Europea dopo che il TAR del Lazio, dopo vari rinvii, a tale organo ha delegato una decisione in merito. 

Fu Confetra, insieme a Confindustria e ad altre associazioni della “committenza”, a richiedere che il TAR del Lazio si esprimesse sui costi minimi. Ora, come detto, la palla è passata alla Corte di Giustizia Europea che dovrà esprimersi sulla loro eventuale incompatiblità col diritto comunitario per violazione delle norme sulla concorrenza.

Ora che la questione è arrivata alla fase finale, la Confetra (Confederazione Generale Italiana dei
Trasporti e della Logistica) ha dichiarato al Presidente del Consiglio Letta e al Ministro dei Trasporti Lupi di aspettarsi che il nuovo Governo attenda il giudizio di Lussemburgo in una posizione di neutralità e di imparzialità, senza schierarsi da una parte a danno dell’altra.

Il Presidente di Confetra, Nereo Marcucci spiega che: “In merito, l’attuale Presidente del Consiglio Enrico Letta nel febbraio scorso ebbe modo di dichiarare pubblicamente che sarebbe stato opportuno in questa fase attendere il giudizio degli organi giurisdizionali come punto di partenza per trovare il giusto equilibrio. Rimettersi al giudizio significa aspettare il pronunciamento della Corte, astenendosi dal continuare a difendere provvedimenti voluti da Governi e Parlamenti passati.”

Confetra auspica anche la neutralità da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti “che mensilmente aggiorna i costi minimi in base al prezzo del gasolio e che dovrà astenersi dal cambiare le carte in tavola fintanto che la questione resta subjudice. ”

Confetra, infine, annuncia di aver presentato insieme a Confindustria un pacchetto di proposte per mantenere rapporti commerciali equilibrati tra committenza e autotrasportatori garantendo la sicurezza della circolazione che, spiega Marcucci, è “una valida alternativa ai costi minimi che può servire ad aprire un  confronto costruttivo su questa materia.”

 

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