La Corte dei Conti chiede una riflessione sui fondi per l’autotrasporto

La Corte dei Conti ha esaminato attentamente i vari capitoli di spesa legati al mondo dell’autotrasporto previsti dalla Legge 183/11 rilevando molti punti critici e chiedendone, conseguentemente, una riflessione sulla loro utilità.

Qui di seguito, riportiamo il testo del comunicato della Corte dei Conti.

L’indagine ha evidenziato le seguenti problematiche e riflessioni. 

  1. È stata sottolineata la complessità` del quadro normativo di riferimento, non solo per la presenza di fonti del diritto di diversi livelli di competenza (comunitario, nazionale e regolamentare), ma anche per la pluralità` delle stesse, che incide sulla qualità` della normativa, con il rischio di sovrapposizioni e contrasto della normativa interna con quella europea, come accaduto per il c.d. “ecobonus”.
  2. È stata rilevata una frammentazione delle competenze che non giova all’efficienza gestionale, una reiterazione delle forme di contribuzione, in alcuni casi da oltre un decennio, la concentrazione degli aiuti su spese di natura corrente delle aziende, che sostanzialmente appare poco idonea ad uno sviluppo infrastrutturale utile per il rilancio del settore.
  3. Sono stati rilevati considerevoli ritardi nell’attuazione di tre interventi previsti su cinque: formazione professionale, contribuzione per i pedaggi autostradali, aiuti per le vie alternative al trasporto stradale (c.d. ecobonus), a seguito, in questo caso, dell’apertura di un’indagine comunitaria risoltasi con il riconoscimento della legittimità dell’aiuto nel 2010 e la rinuncia della Repubblica Italiana al secondo anno di proroga.
  4. La contribuzione al costo del lavoro (premi INAIL) ha evidenziato la funzione meramente perequativa della misura, tesa a ricondurre agli andamenti del mercato gli oneri assicurativi, del tutto avulsa, quindi, da una funzione di stimolo del settore.
  5. Relativamente agli aiuti destinati alla formazione professionale è emerso l’accorpamento delle risorse previste per due anni, circostanza che caratterizza il ritardo nell’attuazione; è stato inoltre rilevato che l’onere derivante dalle attività istruttorie esternalizzate alla società RAM spa grava sulle risorse effettivamente destinate al settore. Per alcuni bandi è emersa la necessità di maggiore conformità ai criteri di trasparenza che devono caratterizzare l’evidenza pubblica.
  6. Per le misure di aiuto destinate alla sicurezza e alla protezione ambientale è emersa la prevalenza della destinazione al rimborso dei pedaggi autostradali, per i quali è stato rilevato uno scostamento strutturale di tre anni tra programmazione ed erogazione. I pagamenti, inoltre, sono per prassi destinati ad esercizi precedenti.
  7. Un grave deficit, anche per il controllo, è rappresentato dall’impossibilità di quantificare le risorse effettivamente destinate alla deduzione forfetaria di spese non documentate, che potrebbero essere non in linea con gli stanziamenti. A tal fine è stata suggerita una modifica alle dichiarazioni fiscali e alla stessa normativa primaria.
  8. Anche in relazione alla misura destinata al rimborso di quota parte del premio RC destinato al SSN è emersa la necessità di garantire procedure idonee a monitorare il rispetto degli stanziamenti di bilancio.
  9. Infine, sia per le deduzioni forfettizzate che per la contribuzione ai premi di assicurazione RC per la quota destinata al SSN, è stata rilevata la mancanza dei relativi dati nella Banca degli Aiuti istituita presso il Ministero dello Sviluppo Economico al fine di garantire che venga rispettato il limite comunitario per gli aiuti c.d. de minimis (pari a 100.000 euro triennali per il settore).
  10. Tali circostanze impongono una riflessione sulla reale utilità delle politiche di settore in un contesto in cui la quota del trasporto su strada è pari all’86%, contro il 14% del trasporto merci su rotaia.

 

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