Donati (Assotir): Autotrasporto sin troppo responsabile. Il paese deve capirne i gravi problemi e l’importanza di risolverli

Claudio Donati, segretario nazionale di Transfrigoroute Italia Assotir, è stato ospite della trasmissione “Uomini e Camion”, nella quale ha risposto alle domande di Yari Selvetella sulla situazione dell’autotrasporto. Riportiamo, qui di seguito, tratti dal sito della stessa associazione Transfrigoroute Assotir (www.assotir.it), le principali questioni emerse nel congresso nazionale di Assotir che Donati ha voluto ribadire nell’intervista a Selvetella.

Eccole:

– la questione della tutela della normativa sui costi minimi di sicurezza, ma anche quella delle eventuali modifiche che possano spostare in avanti il confronto con le committenze senza rinunciare di un millimetro nella difesa di ciò che, come la sicurezza e la legalità, sono non soltanto diritti dei trasportatori, ma esigenze primarie della collettività nazionale;

– l’esigenza di condurre una più efficace lotta contro lo strapotere dell’intermediazione parassitaria e per la tutela del dritto dei trasportatori e dei produttori ad ottenere un giusto compenso e, insieme, dei consumatori ad ottenere un prezzo finale dei prodotti trasparente e accettabile;

– la necessità di rivedere le modalità di accesso e di esercizio della professione al fine di accentuare le caratteristiche di professionalità degli addetti e la solidità delle imprese;

– il rilancio delle aggregazioni, a partire d una rivisitazione critica delle esperienze del passato e da una ferma condanna di forme di “cooperazione” spuria che insozzano lo stesso concetto di collaborazione mutualistica tra piccoli imprenditori.

Proprio su queste questioni, insiste Donati, occorrerebbe che l’autotrasporto, unitariamente, tornasse a far sentire alta e forte la propria voce, senza farsi di nuovo ingabbiare in una trama di incontri ristretti che rischia di allontanare i rappresentanti della categoria dai trasportatori, i quali non riescono a comprendere cosa davvero si stia discutendo con il Ministro o il Sottosegretario di turno, e, soprattutto,  per non fa pesare adeguatamente la voce e il peso oggettivo di una categoria essenziale per la ripresa economica del Paese e per la stessa vita quotidiana di milioni di famiglie italiane.

 

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