Edoardo Rixi (Lega Nord): Autotrasporto, squilibrio tra est e ovest Europa

L’europarlamentare della Lega Nord, Edoardo Rixi, ha commentato la presentazione di due interrogazioni al Parlamento Europeo depositate dagli europarlamentari della Lega Nord, Matteo Salvini (segretario federale del partito) e Mara Bizzotto .

Secondo quanto riporta il sito cittadigenova.com, Rixi ha dichiarato: “L’autotrasporto è da troppi anni schiacciato dalla concorrenza sleale autorizzata da assurde regole europee e dall’indifferenza dei governi italiani verso le migliaia di lavoratori dell’autotrasporto. Vogliamo risposte precise e, nel contempo, tenere alta l’attenzione sulle problematiche di un settore che, sebbene sia vitale per l’intero tessuto economico del Paese e per i traffici delle merci legati alla portualità ligure, è da troppi anni schiacciato dalla concorrenza sleale autorizzata da assurde regole europee e dall’indifferenza dei governi italiani verso le migliaia di lavoratori dell’autotrasporto. Nelle interrogazioni si evidenzia la situazione di grande squilibrio economico e la differenza di costo della vita tra Paesi dell’est e dell’ovest, ma soprattutto la situazione di dumping sociale molto forte all’interno dell’Ue generato dalle norme della direttiva 71 del 1996 sulla libera prestazione lavorativa. In particolare quello che si chiede alla Ue è una seria considerazione sulle misure di controllo imponibili agli Stati ospiti, qualora risulti evidente, come nel caso dell’autotrasporto, che la cooperazione tra governi nazionali non sia affidabile. Non possiamo tollerare che l’Europa si giri dall’altra parte, non affronti un’evidente falla nel sistema introdotto dalla direttiva 71 del 1996 e che consenta, di fatto, il proliferare di situazioni di abusi, fino a oggi purtroppo tollerati, che consentono ad alcuni imprenditori senza scrupoli di penalizzare interi settori economici, oggi in ginocchio anche a causa della crisi economica, in primis quello dell’autotrasporto, senza il quale, sappiamo bene, le merci non potrebbero arrivare sugli scaffali dei nostri supermercati o partire, nel caso del made in Italy, verso i mercati esteri”.

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