Finanziamenti Authority per nuovi posti di lavoro, Uggè scrive a Delrio

Il presidente di FAI-Conftrasporto, Paolo Uggè, ha scritto una lettera al ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio, per chiedere che i finanziamenti destinati all’Authority dei Trasporti vengano “girati” sulle aziende di autotrasporto affinchè vengano creati nuovi posti di lavoro.

Della lettera, che è stata pubblicata sul quotidiano “Il Giornale”, riportiamo qui di seguito il testo integrale.

LA STRADA PER DARE UN FUTURO AI GIOVANI

Perché non utilizzare i finanziamenti chiesti dall’Authority alle imprese di autotrasporto per creare invece nuovi posti di lavoro?

Gentile signor Ministro,

come già accaduto negli anni passati l’Authority dei trasporti ha deliberato anche per l’anno in corso di richiedere alle imprese del settore il contributo necessario al suo funzionamento.

Il mondo dell’autotrasporto, a giudizio della scrivente, non è assoggettato all’obbligo del contributo (convincimento condiviso per ben due volte dal Suo stesso ministero), in quanto l’attività di vigilanza, prevista dall’articolo 37 comma 6 lettera b, non è in alcun modo riconducibile alla fattispecie dell’attività resa dalle imprese di autotrasporto.

Lascia perplessi che la motivazione addotta a giustificazione della richiesta sia la copertura dei maggiori costi determinati dal completamento degli organici dell’Authority.

 

Recentemente invece la richiesta di implementare gli organici degli uffici delle Motorizzazioni non è stata soddisfatta, anche se il diniego genera gravi difficoltà alle imprese di trasporto, in particolare a quelle che competono sui mercati esteri.

Procedere da un lato con la richiesta di un contributo sulla legittimità del quale il Tar del Piemonte ha sollevato un’eccezione alla Suprema Corte (l’autotrasporto è un settore liberalizzato, vincolato solo alle disposizioni comunitarie), mentre dall’altro si ostacola l’implementazione del personale indispensabile al funzionamento degli uffici territoriali, è inaccettabile.

Conftrasporto non intende recedere dall’opporsi a un richiesta pretestuosa, di dubbia legittimità e in alcun modo supportata dalle vigenti norme di legge. Conftrasporto è intenzionata invece a partecipare allo sforzo di offrire risposte alle istanze occupazionali del mondo giovanile, condivise dal Governo.

 

Per questo Le chiede, gentile signor Ministro, di trasformare la richiesta, utile al mantenimento di una sovrastruttura, in un’iniziativa che investa le medesime risorse per favorire l’occupazione giovanile assegnandole a un fondo gestito dall’Albo degli Autotrasportatori per abbattere i costi necessari a ottenere l’abilitazione alla professione di conducente (patente, carta di qualificazione del conducente etc).

 

Si determinerebbe, se inquadrato nell’azione combinata scuola/lavoro, un risultato positivo che potrebbe innescare, ove si introducano agevolazioni di carattere fiscale/previdenziale, opportunità di lavoro per dei giovani professionisti adeguatamente formati.

Le imprese di trasporto sono dunque disponibili a investire non per una struttura autoreferenziale, ma per partecipare allo sforzo necessario a far ripartire l’occupazione nel settore del trasporto, oggi sempre più assicurata da operatori provenienti da Paesi esteri.

La proposta, avanzata durante il recente Transpotec, ha sollevato l’interesse di molte imprese ma anche dai ‘social’ sui quali i giovani si confrontano.

Conftrasporto ha già avviato a livello europeo un’azione tendente ad avvicinare le nuove generazioni al mondo della logistica e dei trasporti, ottenendo l’interesse del commissario ai Trasporti Violeta Bulc e del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Sandro Gozi, presenti nella sede della Confcommercio di Bruxelles assieme a un’ottantina di giovani.

Che ne pensa, signor Ministro? Nel restare a Sua disposizione La saluto.

Paolo Uggè

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