FIT-CISL: autotrasporto, più regole e controlli contro concorrenza sleale estera

Il trasporto merci su strada ha bisogno di regole certe per vivere e per crescere. È questo uno degli elementi chiave ricordati dal Segretario generale della Fit-Cisl Giovanni Luciano al convegno sul tema “Cabotaggio: trovare la strada per sconfiggere il dumping sociale”.

Dichiara Luciano: “Con questo convegno abbiamo voluto analizzare e approfondire il fenomeno distorto del cabotaggio nel trasporto merci su strada per trovare condivisione con istituzioni e datori di lavoro al fine di contrastare un fenomeno di dumping che sta distruggendo le aziende italiane del settore”. Per cabotaggio si intende la possibilità che un vettore di uno Stato membro dell’Ue ha, a seguito di un viaggio internazionale, di effettuare nell’arco di una settimana tre viaggi nello Stato ospitante per poi tornare nel proprio paese. Strumento, questo, di cui alcune aziende abusano facendo rimanere a lavorare in Italia autisti dell’Est Europa molto più della settimana prevista.

Prosegue Luciano: “Con questo obiettivo abbiamo messo in piedi questa iniziativa dal taglio europeo (presenti tra gli ospiti il deputato francese Gilles Savary, che ha illustrato le stringenti regole francesi contro il dumping sociale in questo settore e il Presidente della Sezione Autotrasporto dell’Etf Roberto Parrillo, che sta lavorando a livello europeo per la tutela corretta del lavoro contro la concorrenza sleale). La concorrenza sleale dell’abuso, oltre le norme previste, dei viaggi interni all’Italia di chi viene dai paesi dell’Est e che fa in Italia più dei tre viaggi possibili a seguito di un viaggio internazionale, sta distruggendo un settore produttivo nel Paese, con ricadute pesanti sul lavoro e sui nostri lavoratori”.

“Per quanto ci riguarda – conclude il Segretario generale – abbiamo chiesto, ribadendolo, di rivedere le norme europee che consentono tre viaggi di cabotaggio e che sono troppo generose. Abbiamo anche detto che il livello dei controlli e delle sanzioni sono, rispettivamente, troppo basso e poco efficaci. Chiediamo di aumentare i controlli con un sistema sanzionatorio veramente penalizzate che produca delle black list rispetto ad aziende che violano sistematicamente le regole. Anche una rivisitazione delle tecnologie a disposizione è ineludibile: non capiamo perché non si pensi al sistema di controllo satellitare, ad esempio. Oggi costerebbe pochissimo e eviteremmo le classiche manomissioni del tachigrafo”.

Aggiunge Pasquale Paniccia, Segretario nazionale della Fit-Cisl: “Troppe aziende stanno chiudendo e non è solo colpa della crisi. Non funzionano le regole del settore. Dobbiamo prendere esempio dai paesi come la Francia che sta cercando di risolvere il problema e allearci con loro nel chiedere cambiamenti a livello europeo”.
“Nella passata legislatura europea i sindacati sono riusciti a bloccare un tentativo di maggiore liberalizzazione di questo settore – dichiara Maurizio Diamante, Coordinatore nazionale della Fit-Cisl per l’Autotrasporto – Ma temiamo che qualcuno nell’attuale legislatura possa provarci ancora. Serve un presidio di regole fondamentali per tutta la catena dal committente al consumatore. Questo dà giusto valore al lavoro e all’impresa che rispetta le regole”.

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