FIT-CISL: Governo e Parlamento ci convochino per la riforma portuale

Nei giorni scorsi attraverso una nota, FIT-CISL ha auspicato una urgente convocazione del sindacato da parte di Governo e Parlamento per discutere della riforma portuale.

Qui di seguito il testo completo della nota.

“Ancora una volta i lavoratori e il Sindacato sono costretti ad apprendere dai giornali voci e dichiarazioni (talvolta anche contraddittorie e smentite il giorno dopo) in merito a un ennesimo progetto di riforma dei porti. Ancora una volta il Governo e il Parlamento sembrano voler perdere l’occasione di confrontarsi con chi nei porti ci lavora e più di ogni altro ne conosce i punti di forza e i limiti, oltre che con la nostra sigla sindacale, che da anni ha pronti progetti e proposte valide per il settore.

In particolare la Fit-Cisl è molto preoccupata dal venire a conoscenza tramite i mass media di proposte di Confindustria tese all’aumento della precarietà nel settore, sul deleterio modello che vige oggi nel mondo della logistica al di fuori dell’ambito portuale. In essa, però, la deregolamentazione selvaggia ha fallito e ha portato a una situazione talmente fuori controllo e a tensioni sociali crescenti, al punto che alcune associazioni datoriali hanno scelto recentemente di stipulare accordi con i sindacati per tornare a quelle regole e a quei sani paletti di cui credevano di non aver bisogno.
La Fit-Cisl chiede con forza di essere convocata dalle istituzioni per portare il proprio contributo determinante a una ormai non più eludibile riforma dei porti, i quali oggi più che mai sono strategici e devono tornare al centro della rete logistica e dell’intermodalità italiana.”

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