Franchini: Costi minimi? Aspettiamo sentenza Corte di Giustizia Europea

“Chi vuole modificare con urgenza i costi minimi di sicurezza prima del pronunciamento della Corte di Giustizia Europea? E perchè?  Noi no. La posizione della CNA-Fita è nota, pubblica e irremovibile: riteniamo opportuno attendere le valutazioni della Corte previste per il prossimo 4 settembre.”

Musica e parole di Cinzia Franchini, presidente nazionale di CNA-Fita che, attraverso una nota pubblicata sul sito web dell’associazione, ha voluto puntualizzare e dunque ufficializzare la posizione dell’associazione da lei presieduta sulla questione dei costi minimi di sicurezza dell’autotrasporto al centro di un dibattito che vivrà nella sentenza della Corte di Giustizia Europa del prossimo 4 settembre un capitolo fondamentale, in un senso o nell’altro.

La Franchini ha anche precisato che “nel recente incontro con il sottosegretario Del Basso De Caro ci è stato ripetutamente riferito dal sottosegretario stesso che l’impianto dei costi minimi non dovrebbe subire contestazioni di sorta da parte della Corte di Giustizia Europea secondo indiscrezioni in possesso del Ministero.”

Cinzia Franchini ha anche voluto motivare il punto di vista suo e dell’associazione sottolineando anche come sia un’opinione largamente condivisa: “La ragione è semplice e rispondente all’esigenza di volere sul tema non più passi falsi e affrettati, bensì azioni concrete e conclusive. Ogni futura valutazione sui costi miniimi infatti dovrà partire da punti fermi su cui basare una norma il più possibile condivisa e capace di restituire certezze alla filiera coinvolta. Le nostre posizioni su questo tema come su altri punti le abbiamo riassunte in una nota scritta in modo che si possa porre un argine serio alle troppe mistificazioni che il gioco della rappresentanza tende a generare. Dello stesso avviso nostro sono Anita e Fedit. Anche la quasi totalità della committenza ritiene necessario aspettare: sono di questo parere Confetra e le sue consociate, CNA e Confartigianato. Confindustria chiede una riforma complessiva dell’autotrasporto che necessita, però, di tempi lunghi. A questo punto le sole confederazioni che vogliono cambiare la norma sui costi minimi della sicurezza entro la settimana prossima sono Confcommercio e Conftrasporto-Fai. Le posizioni ufficiali sono queste e il ministro Lupi credo ne debba poter tenere conto, differentemente assisteremo al solito teatrino del cambiar tutto per modificare nulla.”

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