Il 1° maggio dell’autotrasporto sia giorno di riflessione, non di festa

Considerando soltanto gli episodi di cui abbiamo avuto e conseguentemente dato notizia sulle pagine di questo blog, in questa prima parte di 2013, sono già dodici gli autotrasportatori che hanno perso la vita durante lo svolgimento del proprio lavoro. Numeri che, in una giornata come quella odierna, devono essere spunto di profonda riflessione, non certo di festa. Non vi è molto da festeggiare in un settore dove il lavoro è causa di morte con   una frequenza inaccettabile. Non vi è molto da festeggiare in un settore dove tanti, troppi il lavoro lo hanno perso o lo stanno perdendo.

C’è piuttosto da riflettere, capire immediatamente quali siano le cause di un presente così triste e di un futuro così incerto, c’è da riflettere e poco da festeggiare soprattutto da parte di chi “comanda”, di chi davvero può lavorare affinchè le cose cambino.

Dunque, cari “potenti”, date da subito segnali importanti, fate sentire che effettivamente ci siete e lavorate per noi, ridateci quantomeno la speranza perchè è solo con l’idea di un futuro migliore che si sopravvive al presente anche questo sembra diventare insostenibile.

Buon 1° maggio a tutti.

 

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