Ilva, sindaco di Taranto Ippazio Stefano: la situazione è esplosiva

Nella giornata di lunedì 26 gennaio 2015, il sindaco di Taranto, Ippazio Stefano, ha rilasciato all’AdnKronos alcune dichiarazioni in merito alla famigerata questione dell’Ilva.

“La soluzione risiede – ha dichiarato Stefano – esclusivamente a livello dei Parlamenti e dei Governi italiano ed europeo. Dire che la grande siderurgia è un interesse strategico europeo, oltre che nazionale, non può rimanere una frase senza conseguenze”.

Sulle difficoltà dell’Ilva che si stanno riverberando sull’indotto e sugli appalti esterni, Stefano parla di “situazione esplosiva” e chiede che Unione Europea ed Italia mettano risorse, altrimenti, spiega, “non si va da nessuna parte”.

Ricordiamo che imprenditori e operai sono mobilitati da diversi giorni visto che le aziende vantano crediti per circa 250 milioni di euro nei confronti dell’Ilva. Nella giornata di lunedì 26 gennaio 2015, gli operai hanno tenuto un presidio prima nella sala consiliare e poi nella piazza antistante il Municipio. Nella giornata di domenica 25 gennaio 2015, invece, il sindaco Stefano ha incontrato gli autotrasportatori davanti ai cancelli dell’Ilva.

“Dire che sono preoccupati è poco. – dichiara Stefano – La situazione è veramente drammatica. Chi è lontano da questi problemi, anche geograficamente, non comprende. Qui stiamo parlando di persone che hanno lavorato, non sono state pagate e non hanno avuto la giusta retribuzione e vedono un futuro buio e incerto. Parliamo di lavoratori che non solo hanno la spada di Damocle sulla testa, come tutti i lavoratori dell’Ilva in questo momento, ma hanno una richiesta di cassa integrazione. Il che vuol dire aggiungere altra sofferenza. Se non c’è immediatamente un piano aziendale che dica quando e come devono essere attuate le norme dell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale ndr) e quando ci sarà la produzione per rendere attiva questa grande fabbrica, ci saranno delle ripercussioni”.

“Noi ovviamente sprofonderemo – prosegue Stefano – e non vogliamo pensare quali saranno le sofferenze, ma ci saranno conseguenze a cascata anche in altre città d’Italia. Da quello che so sono in agitazione anche gli autotrasportatori da Trieste in giù. Una situazione esplosiva. L’economia di molte altre città si basa sui prodotti e sulle bramme che vengono prodotte dall’Ilva”.

Secondo Stefano i governi italiano ed europeo “devono mettere in campo risorse senza delle quali non si va da nessuna parte, anche perché bisogna pagare il pregresso. Si può tollerare, pur rimanendo indignati, se una impresa privata chiama un lavoratore e poi non lo paga ma qui stiamo parlando dello Stato che ha chiamato queste imprese e i lavoratori a lavorare e non li paga da otto mesi. Da quando sono stati nominati i commissari – ricorda – non è più l’Ilva dei privati ma dello Stato. Così si perdere la fiducia nelle istituzioni. Soltanto l’idea è sconvolgente e inquietante”.

Il sindaco Stefano ha anche evidenziato gli investimenti fatti dagli autotrasportatori ai quali lo Stato ha chiesto “giustamente di mettersi in regola con l’acquisto di mezzi a norma per 200 mila euro per ciascun camion. Queste persone li hanno comprati, si sono indebitati e alla fine non sono stati pagati. E’ una bomba che esplode a Taranto ma moralmente coinvolge tutta la nazione. E non sarà solo un problema morale perchè ci sarà una reazione a catena. Siccome queste cose le sappiamo, è intelligente intervenire subito.”

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