Legambiente durissima sulla Brebemi: “Aprirà con pedaggi salasso”

Attraverso una nota del responsabile trasporti della Lombardia, Dario Balotta, Legambiente dichiara che la Brebemi, costruita per unire Brescia e Milano, aprirà i battenti con quelli che vengono definiti “pedaggi-salasso” che si attesterebbero sui 19 centesimi a chilometro.

Riportiamo qui di seguito il testo integrale della nota, tratto dal sito bergamonews.it

Progettata 20 anni fa si prevedeva un incremento del traffico stradale infinito, i costi della benzina erano più bassi e la distanze medie percorse dai veicoli più alte. Ora la Brebemi deve fare i conti con la nuova realtà. La crisi non solo ha ridotto i consumi ma ha anche cambiato il modo di muoversi dentro e fuori l’autostrada. Nel frattempo il traffico di breve-medio distanza ha preso il sopravvento su quello a lunga distanza.

La Brebemi così non verrà utilizzata per il suo obiettivo costitutivo, la lunga distanza da Brescia a Milano, ma per le brevi e medie distanze. Con il traffico ed i consumi ridotti le previsioni ufficiali dei veicoli circolanti, 40 mila veicoli giornalieri nella prima fase e 60 mila a regime, vanno riviste in basso.

I tempi per il rientro del debito contratto da Brebemi con le banche si allungheranno e non basteranno i 21 anni della durata della concessione. E’ per questo che in zona Cesarini la Brebemi ha chiesto al Governo la defiscalizzazione, minori tasse di 300 milioni in 20 anni, per far quadrare i conti. Ma i pochi soldi che ci sono Renzi li ha promessi per scuole, case popolari e bonifiche ambientali. Aumentando i tempi di restituzione del debito aumenteranno gli interessi.

I costi di realizzazione già raddoppiati da 800 milioni a 1,6 miliardi sono arrivati a quasi 2,4 miliardi considerando gli oneri finanziari.

La contrazione del traffico sarà maggiore anche per effetto degli alti costi dei pedaggi di Brebemi che toccano i 19 centesimi di euro al chilometro, più del doppio rispetto ai 7 centesimi della parallela A4 Milano-Venezia. Per fare un esempio, un veicolo che percorre 27 chilometri da Treviglio a Chiari, quindi sulla Brebemi, pagherà 5,10 euro, per percorrere invece 28 chilometri da Capriate a Grumello l’automobilista pagherà 1,90 euro. Per percorrere i 17 chilometri che collegano Calcio con Caravaggio (Brebemi) si pagheranno 3,20 euro contro l’1,20 euro per la stessa distanza da Trezzo a Bergamo.

L’autostrada nella bassa conterrà forti iniquità tariffarie. I pedaggi autostradali per le tratte brevi si configurano come vere e proprie imposte sulla mobilità. Gli automobilisti della bassa, che abitano in zone poco servite dai mezzi pubblici costretti ad usare l’automobile per recarsi al lavoro, ed a pagarne gli alti costi di gestione (manutenzione, carburante ed assicurazione), si trovano autostrade a pedaggio obbligatorio dopo aver pagato una tassa di circolazione della Lombardia che ammonta a 144 euro annui a veicolo.

Le incognite di questa grande opera, che è costata 900 ettari di suolo agricolo pregiato aprirà il 22 luglio con ancora aperti contenziosi milionari con molti agricoltori espropriati, sono ancora molte. Inoltre alla fine dell’autostrada nel quadrante est di Milano alla barriera di Liscate o Pozzuolo Martesana la corsa dei veicoli verrà rallentata sulle provinciali Cassanese e Rivoltana che non sono state potenziate, nonostante fosse previsto. L’attuale imbuto che c’è già oggi nella zona di Linate e di Segrate rischia di diventare un blocco della viabilità che scoraggerà gli automobilisti a servirsi della Brebemi.

Infine, per non farsi mancare niente, la Brebemi verrà aperta senza tutor. Senza cioè lo strumento che ha dimezzato gli incidenti stradali. Per concludere la Brebemi parte con un a bocciatura del mercato. Questa volta sono le quattro aree di servizio previste sul tracciato autostradale a non essere attive. Alle gare per l’affidamento della concessione nessuna società petrolifera ha partecipato. Resta il fatto che, forse, verranno autorizzati dei chioschi per far bere una bibita o mangiare un panino all’automobilista. Brebemi si è potuta completare grazie ad elevate pressioni politiche per realizzare il progetto e alla continua revisione degli accordi di garanzia a favore delle banche finanziatrici. Ma il giochino mostra la corda”.

Dario Balotta responsabile trasporti Legambiente Lombardia

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