Lettera aperta di Salvatore Bella (AITRAS) a Paolo Uggè (FAI-Conftrasporto)

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta del presidente di AITRAS, Salvatore Bella, indirizzata al presidente di FAI-Conftrasporto, Paolo Uggè, che lo stesso Bella definisce “il rappresentante del 95% del trasporto italiano”.

Lettera aperta al Rappresentante del 95% del trasporto italiano Paolo Uggè

Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Ed è così che continua a travisare la realtà  a fare analisi a modo suo. Ma ormai le carte sono scoperte e gli autotrasportatori sanno chi rappresenti e quali interessi tuteli, certamente non i loro. E’ chiaro anche a chi è duro di comprendonio che attuare il fermo in Sicilia ci è stato VIETATO da prefetti e questori, con ordinanze da regime, che non ci hanno permesso nemmeno di riunirci in più di 20 persone, senza autovetture al seguito, figuriamoci i camion. Quindi niente camion, niente manifestazioni. Questo lo dobbiamo al solito noto che, buttando fango, preventivamente, sulla categoria, ha dimostrato di avere premeditato e programmato che il fermo non riuscisse e lo ha fatto con ogni mezzo e mezzuccio. Ma, come direbbe un suo degno compare, “qua nessuno è fesso”.  Continua con i mezzucci quando tenta di distogliere l’attenzione dai motivi che hanno indotto diverse sigle sindacali a proclamare il fermo: non è certo stato il tentativo di escludere TRASPORTOUNITO a spingere al fermo, altrimenti non si spiegherebbe l’adesione alle iniziative di protesta anche di altre sigle sindacali, fra cui quelle siciliane. Il motivo del fermo è la destinazione dei 330 milioni quando riguardano i corsi di formazione e, frase che ormai qualcuno non vuole più pronunciare, il rimborso sui pedaggi autostradali; non critichiamo minimamente gli altri interventi. Altro motivo del fermo è l’impegno del Governo, troppo generico, a risolvere i problemi dei miei associati, degli autotrasportatori siciliani, ma anche di quelli sardi,  impegno già assunto da altri governi in decine di altri protocolli che non hanno mai avuto seguito. Ma, come si dice dalle mie parti, il tempo è galantuomo; dopo la pausa natalizia, agli autotrasportatori si ripresenteranno gli stessi problemi e, in mancanza della modifica del protocollo, ci ritroveranno al punto di partenza, ma con una differenza sostanziale: mentre nel fermo appena concluso hanno osservato le regole imposte in materia si scioperi, anche perché coordinati dai sindacati di appartenenza, considerato com’ è andata al loro ultimo tentativo di fermo, non credo verranno a coordinarsi con noi temendo di vedersi boicottato ogni tentativo di protesta. Un’ultima precisazione: noi siciliani condividiamo tutte le istanze di TRASPORTOUNITO a cui abbiamo dato ampio mandato di rappresentarci anche in nostra assenza: si chiama fiducia, la conosci?

Salvatore Bella
AITRAS

 

 

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