Lettera aperta di Salvatore Bella, presidente AITRAS

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta di Salvatore Bella, presidente dell’associazione siciliana AITRAS, una delle associazioni protagoniste del fermo sospeso nella giornata di venerdì 25 ottobre 2013 dopo l’incontro con il sottosegretario alle infrastrutture ed ai trasporti, Rocco Girlanda.

Qui di seguito il testo della lettera.

Il Presidente di Fai-Conftrasporto Uggé si è molto risentito delle mie dichiarazione, tanto da dedicarmi un’intera intervista nella quale però, come è solito fare, travisa i fatti. Il Presidente Uggè sostiene che non esistono le lobby nel mondo dell’autotrasporto e che le stesse sono frutto della fantasia di alcune associazioni, ma i fatti lo smentiscono: con tutti i successi che è riuscito ad ottenere con la sua federazione, l’autotrasporto è al collasso e migliaia di aziende hanno già chiuso; allora di chi ha fatto gli interessi e per chi i suoi risultati sono dei successi? Tra i suoi “successi”  mi preme ricordare il finanziamento di centinaia di milioni di euro per il rimborso sui pedaggi autostradali, il finanziamento di milioni di euro per i corsi di formazione,  alcuni rinvii di carattere normativo (sistri); successi di rilievo, direi milionari, ma non ci si spiega come mai non siano sufficienti a placare il malcontento di tutta la categoria che, anzi, lamenta l’abbandono totale dei sindacati nazionali tradizionali. Proprio per questi motivi io sostengo che le lobby ci sono, eccome! Egli non ha avuto nemmeno un successo, quantomeno per gli autotrasportatori, visto che nei trent’anni in cui ha influenzato l’autotrasporto italiano ci sono solo due cose molte chiare: le aziende di autotrasporto continuano a chiudere o, quando va bene, annaspano, mentre le lobby legate al mondo dell’autotrasporto, ma che nulla hanno a che fare con gli autotrasportatori, si arricchiscono (vedi cooperative e consorzi di servizi). Il sistema del rimborso sui pedaggi autostradali la dice lunga: per beccare la percentuale minima di rimborso devi avere un fatturato che puoi raggiungere solo con diversi automezzi, e comunque riesci a percepire solo il minimo, mentre se vuoi ottenere il massimo del ristorno deve “obbligatoriamente” associarti ad una cooperativa o un consorzio (che poi limano debitamente i ristorni sotto varie voci quali “competenze”, “costi amministrativi”, ecc.), a meno che la tua azienda non possegga un parco macchine di 200 tir! Non c’è scelta per il padroncino e non temo smentite in merito. Allora, se Uggè volesse veramente fare gli interessi della categoria con la stessa veemenza con cui si batte per l’assegnazione dei fondi, dovrebbe battersi affinché il rimborso venga riconosciuto direttamente al casello o, tuttalpiù, affinché vengano riviste  le percentuali di rimborso e il fatturato necessario per ottenerlo, in modo che un padroncino possa presentarsi da solo la richiesta di rimborso senza dovere vedersi riconoscere solo spiccioli.

Senza che io aggiunga nulla alla domanda che mi fanno molti autotrasportatori, gliela giro semplicemente: come è possibile che la FAI – Conftrasporto possa organizzare mega-convegni, per i quali, evidentemente, sono necessari diversi denari, nei quali partecipano politici che hanno  governato negli ultimi 20 anni e noi, nonostante le nostre continue richieste d’aiuto ai vari governi, non riusciamo a lavorare dignitosamente e siamo sempre sul lastrico? La risposta che loro stessi mi danno è semplice: è un sistema che si autofinanzia alle spalle degli autotrasportatori. 

Come mai Uggè, dall’alto della sua istruzione in materia (visto che il sottoscritto è stato da lui definito ignorante), visto le amicizie altolocate di cui può vantarsi, visto i ruoli che direttamente ha ricoperto nel passato, come quello di sottosegretario ai trasporti,  visto il ruolo che oggi ricopre nel CNEL (come esperto della materia, non ce lo dimentichiamo) non ha fatto comprendere ai Governi che si sono succeduti che il meridione d’Italia, che vive di produzione e commercio di prodotti ortofrutticoli, è tagliato fuori dal mercato a causa dell’assenza di infrastrutture logistiche, viarie e ferroviarie, a causa dell’abuso di posizione dominante perpetrato dalla compagnia che gestisce i traghettamenti sullo Stretto di Messina (250 euro per percorrere con un tir solo 3 Km da Messina a Villa S.G. e viceversa contro i 400 euro sufficienti per percorrere via mare i 400 Km che separano Messina da Salerno, ovviamente con altro armatore)?

Sig. Uggè io vivo a Canicattì, faccio l’autotrasportatore e per potere portare la frutta nella sua città, Sondrio, devo fare 1.600 Km e, nonostante mio fratello si alterni     a me alla guida, osservando le ore di guida imposte dal codice della strada, posso al massimo raggiungere Firenze e qui debbo fermarmi per almeno 24 ore, perdendo quindi i mercati del nord Italia (figuriamoci del resto d’Europa); visto che non posso permettermi di pagare il biglietto per la nave, e nessun rimborso è più previsto in quanto l’ecobonus è stato stoppato, mentre imbarcarmi consentirebbe di percorrere diverse centinaia di Km senza intaccare le mie ore di guida, e visto che non posso trasferire il maggior costo sul prodotto (che uscirebbe fuori mercato), mi spiega, dall’alto della sua cultura in materia come faccio ad arrivare a Sondrio? Certo che abbiamo più volte proclamato fermi per vederci riconoscere l’ecobonus e ci batteremo affinché diventi un aiuto definitivo e non controvertibile dall’UE: l’unica differenza tra la gestione dell’ecobonus e la gestione dei pedaggi autostradali da parte di cooperative o consorzi sta’ nel fatto che per i pedaggi gli autotrasportatori sono “obbligati” a passare sotto questi organismi se vogliono vedere qualche centesimo, per l’ecobonus invece,  si trattava di una scelta visto che il target minimo erano 80 passaggi in un anno e  garantivano il 28% di rimborso sull’importo della polizza, contro il 30% garantito dalle cooperative e consorzi perchè ovviamente raggiungevano facilmente il secondo e ultimo target di 1.600 imbarchi. Ripeto: una scelta, non un obbligo. Sappia, Sig.Uggè che per ogni grappolo d’uva, per ogni arancia che raggiunge la sua tavola c’è un camion che rischia il sequestro della merce e un autista che rischia il ritiro della patente. E’ soddisfatto di questo importante risultato che ha raggiunto?

Salvatore Bella
presidente AITRAS 

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