Livorno, autista ruba gasolio dal camion del proprio datore di lavoro

Nella giornata di sabato 6 settembre 2014, i Carabinieri di Collesalvetti (LI), hanno arrestato un autista moldavo di 60 anni, reo di avere rubato il gasolio dal mezzo affidatogli dal proprio datore di lavoro, un boliviano residente a Bergamo.

L’autista moldavo era già stato licenziato alcuni mesi fa proprio perchè si era macchiato del reiterato furto di gasolio ai mezzi dell’azienda il cui titolare, mosso da pietà, aveva deciso comunque di riassumere l’autista moldavo concedendogli, dunque, una seconda possibilità.

Fiducia, evidentemente, mal riposta, visto che, nella notte tra venerdì 5 e sabato 6 settembre 2014, l’autista moldavo ha compiuto l’ennesimo furto dopo il quale è inevitabilmente scattato l’arresto.

Il sito web osservatoreitalia.it riporta quanto dichiarato dalla vittima, il titolare della ditta di commercio di auto e mezzi usati “AMERICAN EXPORT” con sede a Bergamo, secondo cui l’autista moldavo era stato incaricato di recarsi ad Arezzo a ritirare un semirimorchio, precedentemente acquistato, per poi trasportarlo di nuovo a Livorno presso la sede operativa della ditta. Sospettando che l’uomo in realtà continuasse a rubare il gasolio, il datore di lavoro aveva deciso di seguirlo lungo tutto il tragitto. Giunti alle porte di Livorno, l’autista si fermava presso l’area di servizio dell’interporto toscano “Ovest”, in località Guasticce, dove, dopo alcuni minuti, veniva raggiunto da altri due uomini a bordo di un’autovettura i quali, utilizzando un tubo in gomma ed una tanica, lo aiutavano a trafugare il gasolio dall’autocarro affidatogli, un IVECO “STRALIS”. A quel punto interveniva il datore di lavoro che bloccava il proprio dipendente mentre i due complici riuscivano a dileguarsi in auto. Alcuni minuti più tardi interveniva la pattuglia dei Carabinieri di Collesalvetti, nel frattempo allertata dal titolare della ditta, che prendeva in consegna il moldavo e sequestrava il tubo di gomma ed una tanica di circa 25 lt. L’autista moldavo, una volta in caserma, veniva dichiarato in stato di arresto con l’accusa di tentato furto aggravato e, su disposizione del magistrato, condotto presso la propria abitazione agli arresti domiciliari.

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