Lupi: In dodici anni 70 miliardi alla rete ferroviaria, 23 alle strade

Nella replica agli interventi nell’audizione presso la commissione  Trasporti della Camera il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi ha dichiarato quanto segue.

“Per il trasporto pubblico locale bisogna partire dai dati. E i dati sono questi: viaggia su strada ancora l’85 per cento delle merci e il 92 per cento delle persone. C’è un solo modo di invertire questi rapporti, investire sul ferro. E va dato atto che questa è la direzione presa da almeno dieci anni nel nostro paese. Dal 2001 a oggi, dalla fase di attuazione delle Legge obiettivo, per la rete ferroviaria in sono stati investiti 70 miliardi di euro, sulla rete stradale 23.

Nel 2000 i chilometri di rete metropolitana in Italia erano 106, entro il prossimo biennio saranno 282 . Il governo, solo in quest’anno, ha investito più di tre miliardi per nuove linee metropolitane a Milano, Roma, Napoli e Bologna.

Il fondo per il trasporto pubblico locale è uscito dai progetti di spending review ed è diventato strutturale  attestandosi a quota 4 miliardi e 960 milioni di euro.

Bisogna insistere in questa direzione e per farlo serve che la politica torni nel suo ruolo definendo per i trasporti un Contratto di programma dove sia chiara la divisione di ruoli tra il programmatore e regolatore, l’attuatore e il gestore. Queste funzioni non possono essere detenute da un singolo soggetto.

Un esempio in tal senso  è quanto abbiamo fatto con l’articolo 24 del decreto del fare, dove è stabilità non la separazione ma la netta divisione di conti e bilanci tra chi possiede la rete e chi gestisce i servizi. E’ un indirizzo chiaro ed è significativo che martedì scorso il Parlamento europeo abbia votato degli emendamenti al regolamento del quarto pacchetto ferroviario che ricalca esattamente quella norma.

Ecco cinque indirizzi operativi su cui il ministero intende lavorare per il trasporto pubblico locale:

– I costi standard. Sono stati introdotti nella Sanità, si può farlo anche per il trasporto locale. Serve una conoscenza approfondita dei servizi sul territorio e vanno associati a criteri di premialità;

– L’integrazione di sistemi: ferro/gomma/aziende. 1170 aziende di trasporto pubblico locale sono la evidente manifestazione che qualcosa non funziona;

– L’innovazione tecnologica. E un punto decisivo, penso che chi non introduce innovazione non debba accedere al fondo nazionale. Esattamente come successo con l’indicazione di un termine, 31 dicembre 2013, per la cantierabilità delle opere finanziate dal Decreto del fare; chi non lo rispetta si vedrà revocate le risorse.

– La competizione anche nel trasporto regionale. Nessun eccesso di privatizzazioni, nessun liberismo sfrenato, la competizione fa bene al servizio pubblico. Ferrovie è diventata un’eccellenza europea nell’Alta velocità e offre un ottimo servizio anche perché è stata costretta a vincere una competizione con soggetti privati. Questo metodo va applicato ora anche al trasporto locale.

Le risorse. Investimenti in conto capitale e in spesa corrente. Mi piacerebbe un sistema che assegnasse ai settori strategici (trasporti, scuola ed educazione, sanità…) una percentuale fissa del prodotto interno lordo. Questo darebbe certezza di programmazione e di risorse.”

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