Paolo Uggè a 360° ospite di KlausCondicio

Il neo-presidente di Unatras, nonchè presidente di FAI-Conftrasporto ed ex sottosegretario alle infrastrutture ed ai trasporti, Paolo Uggè, è stato ospite di Klaus Davi nel programma KlausCondicio su Youtube. Uggè ha parlato a 360° della situazione dell’autotrasporto italiano anche  in relazione alle ormai imminenti elezioni politiche.

L’intervento di Uggè è iniziato con un’analisi della situazione attuale della società con le relative ricadute sul mondo dei trasporti. Il calo di consumi, naturalmente, genera una minore mole di merci trasportate, dunque minori viaggi e naturalmente minore fatturato e quindi maggiori difficoltà nel sostenere gli alti costi di esercizio. A dimostrazione di tutto ciò, il fatto che i pedaggi autostradali degli autotrasportatori sono diminuiti del 10%.

Alla richiesta di Davi se effettivamente molte imprese stiano chiudendo, Uggè ha risposto che effettivamente ciò sta accadendo perchè esse non sono più in grado di sostenere gli alti costi di esercizio. Chi sopravvive, ha detto Uggè, lo fa anche grazie alla possibilità offerta dall’Unione Europea di lavorare con l’estero e cioè aprire sedi e filiali in altri stati della Comunità Europea dove i costi sono molto più bassi oppure utilizzare personale estero che viene pagato secondo quanto previsto dallo stato di appartenenza del lavoratore e cioè molto ma molto meno rispetto all’Italia.

Alla domanda su cosa ci si debba aspettare se Nichi Vendola diventasse ministro dei trasporti, Uggè ha detto che secondo quanto sostiene Vendola dovremmo aspettarci un periodo di gravi difficoltà ulteriori perchè sulla carta le sue teorie sono simili a quelle dei professori dove, alla lavagna, è sufficiente collegare due punti perchè tutto sembri poter funzionare. In realtà la “pratica” è decisamente diversa. Uggè ritiene che pensare di trasferire le merci dalla strada alla ferrovia e al mare è cosa giusta ma per fare ciò bisogna iniziare a rispettare le regole di chi trasporta su strada, bisogna effettuare i dovuti controlli, tenere conto dell’esigenza del sistema produttivo che è oggi, soprattutto, quella di arrivare in tempo reale, cosa che trasporto ferroviario e marittimo allo stato attuale non possono garantire poichè non vi sono le infrastrutture necessarie. Un trasferimento immediato del trasporto su mare o ferrovia significherebbe allungare i tempi di consegna e quindi causare un grave danno economico.

Interpellato su Bersani, il neo-presidente di Unatras ha detto che il segretario del Partito Democratico è persona ragionevole che sa come funzionano le cose con cui in passato, essendo stato Bersani ministro dei trasporti nel primo governo Prodi, vi è stato anche un dialogo.

Uggè ha voluto precisare come, da parte delle aziende che lui rappresenta, non vi siano pregiudiziali su alcuna forza politica sottolineando come loro abbiano predisposto un documento da mandare a tutte le forze politiche. Saranno i comportamenti e le decisioni dei partiti a fare capire loro chi effettivamente mostra e dimostra particolare attenzione al mondo del trasporto.

Non si può non considerare, ricorda Uggè, che l’economia nazionale può essere competitiva solo se trova risposte idonee al trasporto su gomma perchè l’80% delle merci prodotte e trasportate viaggia su gomma. E’ necessario creare un sistema di trasporti collegato tra porti, retroporti, interporti, strade, ferrovie e mare oppure, inevitabilmente, il paese continuerà a perdere competitività e verrà tagliato fuori dai grandi traffici mondiali che entrano nel Mediterraneo.

Su Ingroia che vuole ripristinare l’articolo 18 anche per le piccole aziende, Uggè ha sottolineato come ciò rappresenterebbe un grandissimo favore ai paesi vicini all’Italia dell’Unione Europea. Il risultato, infatti, sarebbe una situazione nella quale le imprese farebbero assumere i propri dipendenti da aziende straniere dalle quali poi li “affitterebbero” pagandoli di fatto molto meno, addirittura un quarto di ciò che percepiscono oggi. Quindi l’articolo 18 sarebbe un disastro soprattutto per i lavoratori che avrebbero stipendi da fame ma soprattutto, versando i contributi all’estero ed essendo il nostro sistema pensionistico attuale un sistema contributivo (si prende la pensione in base ai contributi che si sono versati), nessuna pensione.

Parlando dell’esperienza vissuta negli ultimi anni, il presidente di FAI-Conftrasporto ha sottolineato come le aziende da lui rappresentate abbiano avuto in passato un rapporto buono e significativo con il governo Berlusconi. Nessuna pregiudiziale nei confronti di Monti, certo è che, sottolinea Uggè, il ministro Passera non ha mai incontrato il mondo del trasporto in più di un anno di governo. Il governo precedente, invece, con il ministro (Matteoli ndr) ed il suo sottosegretario delegato (Bartolomeo Giachino ndr) ha incontrato molte volte l’autotrasporto e insieme si sono trovate parecchie soluzioni interessanti. Il governo Monti ha invece eliminato la Consulta dell’autotrasporto e della logistica perchè ritenuta inutile.

Uggè, infine, interpellato sull’argomento, ha dichiarato che è ormai superato lo stereotipo del camionista “macho” precisando che, anche tra i camionisti, come in tutte le “categorie”, ci sono sicuramente dei gay e come nessuno di loro subisca discriminazioni nel mondo dell’autotrasporto.

La puntata di KlausCondicio in questione è visionabile qui:

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