Paolo Uggè (FAI) sull’incontro del 16 settembre 2014 con il Governo

E’ affidato ad un comunicato pubblicato sul sito web di FAI-Conftrasporto (associazione di cui è presidente) il commento di Paolo Uggè sull’incontro avvenuto nella giornata di ieri, martedì 16 settembre 2014, tra le associazioni degli autotrasportatori ed i rappresentanti del Governo.

Si tratta di un comunicato molto preciso e dettagliato che, per completezza di informazione, pubblichiamo integralmente qui di seguito.

Dopo l’incontro tenutosi ieri al Ministero dei Trasporti ritengo doveroso riassumere nel modo più sintetico possibile quanto emerso.

La giornata è stata strutturata in due momenti: il Ministero, rappresentato dal consigliere Girlanda, ha incontrato le federazioni dell’autotrasporto nella mattinata; la committenza nel pomeriggio.

Al termine dell’incontro Conftrasporto, Confartigianato e Casaartigiani hanno comunicato, dopo aver preso atto delle evidenti inadempienze del Governo rispetto ai temi concordati, di non ritenere più valido il Protocollo di Intesa siglato a dicembre. Le federazioni avvieranno a breve la consultazione degli operatori per decidere le iniziative da assumere, alla luce delle risultanze che emergeranno.

In particolare: sui costi minimi è convinzione delle tre organizzazioni suddette che la sentenza che la Corte europea ha emanato non abroga in alcun modo le norme. Il disposto della sentenza riguarda infatti le delibere assunte dall’Osservatorio della Consulta, quelle sì, considerate non compatibili dai giudici comunitari.

Poichè, come abbiamo già avuto modo di evidenziare esistono pareri discordanti anche tra esperti legali circa gli effetti che la sentenza ha provocato, abbiamo invitato il Ministro a voler fornire agli operator,i ai quali non può essere lasciata l’incertezza, il proprio parere in merito. E’ un dovere che un Esecutivo serio dovrebbe sentire la necessità di soddisfare.
Lasciare operatori nell’incertezza è degno della peggior politica alla quale non ci stiamo.

La richiesta di far conoscere chiarimenti sostanzialmente ha registrato la condivisione anche delle altre federazioni, che non si sono espresse, (forse lo faranno successivamente?), sulla disdetta del Protocollo di Intesa.

Il Consigliere ha comunicato che il Ministro Lupi incontrerà entro una decina di giorni nuovamente le federazioni per comunicare le sue intenzioni.

Ne prendiamo atto. Nel frattempo avviamo la preparazione del confronto con gli operatori, dando notizia con un comunicato stampa.

Abbiamo avuto notizia che nell’incontro del pomeriggio un gentleman  non ha perso occasione di parlare delle persone assenti, (d’altra parte signori si nasce) ed ha chiesto al Governo di abrogare gli articoli sui costi minimi, dando contemporaneamente certezze al Ministero sulla non riuscita di eventuali iniziative di protesta, per il fatto che alcune federazioni (Anita e Fita/Cna) sarebbero in linea con le linee espresse dalla sua confederazione. Noi siamo rispettosi delle certezze altrui ma ci limitiamo ad evidenziare che per la Conftrasporto qualsiasi decisione spetta ai nostri imprenditori e dalle loro federazioni. Sulle previsioni oniriche di riuscite o meno di iniziative consiglierei il “vate” di chiedere alla nuova federazione aderente, come riuscì a creare disagio nel Paese pur essendo una realtà associativa minore. Noi non intendiamo certo creare disagi ma prenderemo sicuramente, se non ascoltati le decisioni adeguate.

Giusto due note  mi paiono degne di essere comunicate a dimostrazione di come la questione dei costi minimi sia controversa, e quindi la necessità del pronunciamento del Ministero. Nella giornata di lunedì un tribunale, chiamato a dirimere una causa sui costi minimi ha emesso un decreto a favore del vettore, nonostante venisse evidenziato nel dibattito il pronunciamento della Corte Europea; di un certo interesse anche il parere dell’Avvocato Stefano Fadda, coinvolto nella vicenda perché difende gli interessi di associazioni di categoria della committenza, (come pubblicato in una  rivista informatica)  che sostiene come la sentenza sembrerebbe riguardare i rapporti intervenuti tra il novembre 2011 e il 12 settembre 2012. Nessun effetto diretto ed immediato può essere attribuito alla recente pronuncia della Corte nell’arco temporale  in cui l’elaborazione dei costi minimi è stata effettuata a cura del ministero. (spero di aver sintetizzato in modo corretto quanto riportato da SHIP2SHORE).

Tra le inadempienze riscontrate e segnalate nell’incontro di ieri figurano anche  la ricomposizione dell’Albo, la questione del calendario dei divieti di circolazione, le norme per reprimere il cabotaggio abusivo, la messa a disposizione delle risorse, etc.

Dal testo della Legge “Sblocca Italia”, facile dire che andando avanti così si rischia che diventi la legge che “bloccherà l’Italia”, sono previsti inoltre tagli ai fondi strutturali per 58 milioni di euro a valere sulle riduzioni compensate a partire dagli anni 2017/2018; sono state espunte, come denunciato ieri con un comunicato stampa, le misure per compensare gli interventi sugli investimenti e sulle norme atte a reprimere il  cabotaggio abusivo.

Una ulteriore evidenziazione occorre effettuare. A questi tagli si aggiungeranno, se non vi sarà un intervento promesso dal Ministro la riduzione del 15% sulle compensazioni dell’accisa alle quali si aggiungerà l’incremento di altri due centesimi (sempre che non si decida di consentirne il recupero). Questa decisione comporterebbe per un automezzo di massima portata che effettua 120mila km/anno un aggravio di 2500 euro c.a.

Da parte nostra abbiamo fornito uno studio effettuato dall’ufficio studi confederale nel tentativo di fornire al Governo un elemento di valutazione che lo aiutino a valutare oggettivamente la situazione che non ci sembra facile da sopportare.

Una considerazione finale. Sappiamo quanto il semestre comunitario impegni gli uomini di governo e questo ha un peso. Riteniamo tuttavia che forse il settore meriterebbe maggior attenzione, stante il forte impatto che riversa sul Paese.
Forse un po’ di mea culpa (autocritica per chi non condivide il pentimento) non starebbe male. Ma veramente si può pensare che un settore come il nostro se non fosse stato indebolito da errori che da tempo segnaliamo possa essere considerato degno di scarsa attenzione? E’ ammissibile che vi possa essere il presidente di una realtà che rappresenta prevalentemente l’intermediazione parassitaria che intimi al Ministero di abrogare i costi minimi, minacciando denunce, dando nel contempo garanzie sul fatto che la rappresentanza dell’autotrasporto non sarà in grado di far nulla?
Ma un sussulto di dignità non riuscirà a dimostrare che la rappresentanza del settore appartiene fino a prova contraria, alle federazioni che lo rappresentano e non a chi, anche se legittimamente, tutela interessi di chi sul trasporto trae i proprio tornaconto?

Vi terremo aggiornati.

Paolo Uggè

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