Paolo Uggè: Trasporto merci in panne, la sfida viene dall’Est

“Si tratta di una operazione verità che dimostra come la presenza dell’imprenditoria italiana sia in regresso, perdiamo quote a favore degli autotrasportatori dell’Est europa”. Parole del presidente di FAI-Conftrasporto, Paolo Uggè, a commento dei numeri del rapporto “Analisi e previsioni per il trasporto merci in Italia” realizzato dall’Ufficio studi di Confcommercio, di cui Uggè è vice-presidente.
Il rapporto mostra anche come la quota di merci in entrata in Italia e trasportata su gomma da autotrasportatori dell’Europa orientale sia salita dal 7% del 2003 al 47% del 2013. La quota dell’autotrasporto italiano, invece, è purtroppo scesa dal 35% al 15%.

Uggè ha sottolineato come ciò che sta rendendo non competitivo l’autotrasporto nazionale nel traffico merci internazionale sia soprattutto l’alto costo del lavoro, tanto che aumenta la delocalizzazione di imprese italiane di autotrasporto che in molti casi assumono autrasportatori italiani con contratti di lavoro del paese dove si delocalizza, traendone un grande risparmio.

L’esasperazione di questa forma di competitività – secondo Uggè – taglia soprattutto gli autotrasportatori indipendenti, in quanto le società, grazie alla delocalizzazione, possono realizzare economie di scala.

Decisamente pesanti anche le ripercussioni in termine di occupazione. Dal 2008 al 2012, il settore dei trasporti ha perso 27.900 posti di lavoro, di cui 27mila nel settore del trasporto su gomma, di questi ben 23.100 sono trasportatori indipendenti. Per molti di loro la scelta, spesso obbligata – ha concluso Uggè – è quella di mettersi al servizio di imprese, che hanno delocalizzato in Europa orientale.

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