Pensiero (Trasportounito): Sarà il fermo della disperazione

E’ molto pesante il commento di Franco Pensiero, Presidente Nazionale di Trasportounito, sul fermo dell’autotrasporto che l’associazione ha proclamato dal 28 al 31 ottobre prossimi.

Attraverso un comunicato pubblicato sul sito web dell’associazione Pensiero parla di “scelta estrema, che mai come oggi equivale a una strada senza uscita”.

Pensiero  ritiene quella del fermo “Una strada senza alternative che parte da migliaia di fallimenti e di chiusure silenziose di imprese italiane, che affonda le sue radici in costi (dalle autostrade al gasolio, dalle assicurazioni al sistema di sanzioni del Codice della strada) che sono ormai fuori controllo. Che trae motivazione forte da problemi ormai cronicamente irrisolti come quello dei pagamenti per i servizi di autotrasporto merci che non sono mai garantiti e se vengono effettuati, ciò accade con ritardi che costringono le imprese a indebitarsi. Una strada della disperazione che si aggrava ogni giorno nei nodi del trasporto (dai porti agli interporti) dove i mezzi restano bloccati per ore a causa di disservizi dei centri di carico/scarico delle merci. Il tutto in un mercato dei trasporti, che è letteralmente devastato dall’abusivismo dilagante e dalla carta bianca di fatto consegnata agli autotrasportatori stranieri che operano in Italia al confine con la legge. Esiste solo la possibilità di limitare i danni di un cataclisma che non ha precedenti nella storia dell’autotrasporto, travolto da una deregolamentazione selvaggia che ha prodotto danni per oltre 6 miliardi a carico dei contribuenti italiani.

Il comunicato prosegue con tre ordini di intervento “a costo zero” per lo stato utili, secondo Pensiero, ad arginare questo degrado.

1. Modifiche urgenti e sostanziali alla disciplina del settore prevedendo: i tempi di pagamento dei corrispettivi a 30 giorni; il miglioramento del sistema dei costi minimi di sicurezza e la reale remunerazione delle attese al carico/scarico:
2. Interventi immediati sui costi: gasolio, assicurazioni, pedaggi, detassazione del costo del lavoro, tributi e gabelle sia a livello nazionale che territoriale;
3. Revisione del sistema normativo in materia di: codice della strada, infrastrutture e soluzioni concrete per i trasferimenti dalla Sicilia e dalle regioni del meridione, la concreta continuità territoriale con la Sardegna, l’eliminazione di disposizioni inutili (scheda di trasporto) e vessatorie (contenute nei contratti in forma scritta); 

Pensiero conclude dicendo che “Si tratta in sostanza di modificare o rendere funzionale un sistema di regole, a costo zero per lo Stato, le quali non solo non hanno funzionato ma in molti casi sono state controproducenti per l’economia nel suo complesso”. 

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