Prima dichiarazione di Silvio Faggi vice presidente Albo Autotrasporto

Riprendiamo da www.fiapautotrasporti.it, sito web di Fiap (associazione di cui è segretario nazionale) le prime dichiarazioni del neo vice presidente del Comitato Centrale dell’Albo Autotrasporto conto terzi, Silvio Faggi.

Qui di seguito quanto dichiarato da Faggi.

Innanzitutto desidero ringraziare tutti coloro che hanno voluto esprimere stima e fiducia nei miei confronti.A questa vostra testimonianza che, non nascondo, è per me motivo di grande orgoglio e soddisfazione, desidero rispondere con una promessa: cercare di fare tutto ciò che è nella mie possibilità per non mandare deluse le vostre aspettative.

Prima di fare qualsiasi considerazione di merito, consentitemi però di rivolgere un pensiero all’amico Gigi Bassi  con il quale ho personalmente condiviso tante iniziative nel corso di quasi 25 anni di collaborazione.

Con la recente riforma, fortemente voluta dalla maggioranza delle Associazioni dell’autotrasporto, sono state ridisegnate le attribuzioni che il legislatore ha affidato  a questo organismo. Vorrei sottolineare due aspetti sui quali, a mio parere, l’Albo dovrà dimostrare di essere all’altezza del compito assegnatogli, mi riferisco in particolare alla:

– verifica dell’adeguatezza e regolarità delle imprese iscritte in relazione alle modalità  concrete di svolgimento dell’attività economica ed alla congruità fra il parco veicolare ed il numero dei dipendenti autisti, nonché alla regolarità della copertura assicurativa dei veicoli anche attraverso l’utilizzo delle banche dati del CED  dell’Inail e dell’Inps.

– svolgimento dell’attività di controllo sulle imprese iscritte al fine di garantirne la perdurante e continua rispondenza ai requisiti previsti per l’esercizio della professione.

Compiti nuovi ed impegnativi rispetto anche al recente passato ma, in un certo senso, anche un ritorno alle origini, quando era proprio l’albo –  attraverso i comitati provinciali-  a verificare, che le imprese iscritte possedessero i requisiti richiesti all’atto dell’iscrizione e che continuassero a possederli anche successivamente. (art. 13 della legge 298 – dipendenti, assicurazione, reddito da attività di autotrasporto, iscrizione alla CCIAA, veicoli etc.)

Fra gli aspetti positivi introdotti dalla riforma io metterei anche il superamento –  di fatto – di alcune criticità che in passato si sono registrate nel rapporto fra Albo e Amministrazione.

E’ passato il concetto che lavoriamo tutti per lo stesso obiettivo e questo ritengo sia un passo in avanti, tutt’altro che scontato fino a qualche tempo fa.

Rispetto al passato, però, ora occorre cambiare registro.

Non siamo più in condizione di poterci permettere la difesa acritica di tutto e di tutti come troppo spesso, in passato,  abbiamo fatto.

L’adozione dei provvedimenti disciplinari, peraltro previsti dalla Legge 298/74,  non è mai stata – di fatto –  attivata e se oggi lamentiamo circa 40.000 imprese iscritte senza veicoli, o un numero eccessivo di imprese che impunemente non pagano la quota associativa, ciò è dovuto in parte anche ad una interpretazione distorta che alcuni di noi hanno dato al loro ruolo di difensori della categoria.

Difendere la categoria significa, almeno per me, non difendere tutti ma difendere  le imprese che stanno sul mercato rispettando le regole e questo è possibile se tutti ci sentiamo impegnati ad applicare in maniera rigorosa  i compiti e le attribuzioni – nuove e vecchie -che la legge affida all’Albo.

Se questi obiettivi sono condivisi, il mio impegno è fuori  discussione.

All’Albo, è bene che ce lo diciamo apertamente, non hanno giovato sicuramente le polemiche, spesso strumentali, che attorno ad esso si sono alimentate.

Nelle polemiche, anche salutari, che spesso caratterizzano i rapporti fra le Associazioni sarebbe buona regola non trascinare e non prendere a pretesto organismi istituzionali, perché il danno che si crea è di gran lunga superiore ai benefici che dalla polemica, l’una o l’altra parte possa ricavare.

Se l’Albo non gode di grande appeal presso la categoria, uno dei motivi è sicuramente anche questo. Non è il solo, ma neanche quello meno importante.

Personalmente ritengo sia nell’interesse di tutti poter contare su un Albo professionale autorevole  e garante, nei confronti di tutti gli iscritti, della applicazione, corretta, trasparente, tempestiva delle norme che regolano la professione e delle sanzioni per chi le regole, invece, non le rispetta.

L’invito che rivolgo a tutti, a cominciare dai colleghi che siedono in questo organismo in rappresentanza delle associazioni, è di fare uno sforzo straordinario  per garantire alle imprese che rappresentiamo di poter contare su di un Albo professionale all’altezza delle loro aspettative. 

Con l’aiuto di tutti sono certo che riusciremo a centrare l’obiettivo.

Silvio Faggi

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