Quando i rappresentanti non rappresentano i rappresentati

Surreale è ciò che sta succedendo in queste ore. Da una parte “fermi” minacciati, proclamati e poi revocati a seguito di incontri ministeriali e protocolli di intesa siglati, dall’altra la quotidianità di chi le scelte e le decisioni di quei protocolli di intesa le vive in prima persona ed in funzione di quelle scelte e decisioni riesce o meno a tenere viva la propria azienda e a mantenere la propria famiglia.

E’ chiaro che ognuno debba svolgere il proprio lavoro e nessuno osa mettere in dubbio il fatto che le associazioni in sede ministeriale impieghino ogni stilla di energia possibile per ottenere il massimo per le aziende che rappresentano, tuttavia è del tutto evidente che probabilmente mai come in questo momento chi rappresenta gli autotrasportatori in sede istituzionale è stato così distante dagli autotrasportatori stessi.

Viviamo, fortunatamente, un momento storico nel quale, grazie alla tecnologia, è molto semplice percepire l’umore “del popolo” e noi, all’interno della nostra piccola (ma sufficientemente grande per costituire un campione attendibile) schiera di amici, lettori, seguaci percepiamo uno stato di insoddisfazione globale. Possibile che le associazioni non lo percepiscano?

Dal 9 dicembre alcune associazioni dell’autotrasporto chiederanno alle proprie aziende di fermarsi per una settimana, altre non lo faranno ma è molto probabile che mai questa volta i rappresentati non seguiranno i propri rappresentanti.

 

Redazione camionistionline.com

 

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