Riccardo Nencini: Educazione e formazione stradale nelle scuole

“Ci sono delle questioni spinose contenute nel disegno delega sul codice della strada,  già approvato dall’Aula della Camera e che a breve approderà nella commissione del Senato. Prima fra tutte l’introduzione del reato di omicidio stradale, associato alla previsione dell’ergastolo della patente, per chi provoca incidenti mortali ed è sotto effetto di alcool e droga”. Lo ha detto il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Riccardo Nencini, chiudendo i lavori della conferenza PIN talk – Road Safety Toward 2020, l’evento internazionale sulla sicurezza stradale organizzato in occasione del semestre di presidenza italiana dell’Unione europea.
“Nonostante dopo l’introduzione della patente a punti siano fortemente diminuiti gli incidenti, sono aumentati quelli mortali causati da persone che si mettono alla guida ubriache o drogate. Dobbiamo far sì che diminuiscano queste statistiche e spero che questi provvedimenti trovino presto diritto di cittadinanza nel nostro ordinamento”– ha affermato ancora Nencini. “Un altro punto su cui ci sarà dibattito è quello dell’utilizzo per chi va in bici delle corsie preferenziali destinate ai mezzi pubblici, un provvedimento  che altrove in Europa è già attuato da tempo”.

Per Nencini è anche “rilevante il tema di una nuova organizzazione all’interno delle città, perché – per il vice ministro– una diversa logistica del sistema organizzativo metropolitano, ad esempio  una variazione degli orari di lavoro e delle scuole, può aumentare il livello di sicurezza stradale e determinare effetti positivi, come  una diversa gestione del traffico e dunque una minore frequenza di incidenti stradali. E’ mia opinione – ha aggiunto ancora Nencini – che saremo destinati all’utilizzo frequente dell’auto elettrica, che oggi può sembrare troppo avveniristico, ma spero si concretizzi al più presto”. Nencini ha poi ha sostenuto che “è fondamentale l’educazione scolastica sulla sicurezza stradale sin dai primi anni di vita dei ragazzi. Bisogna favorire l’insegnamento e la formazione nelle scuole, anche con campagne che abbiano un approccio più ‘crudo’”.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

diciassette + 11 =