Salvatore Bella (AITRAS): Autotrasporto siciliano aderisce in massa al fermo di Trasportounito

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del presidente AITRAS, Salvatore Bella, in merito all’adesione dell’autotrasporto siciliano al fermo indetto da Trasportounito a partire dal prossimo 28 ottobre.

L’assemblea degli autotrasportatori siciliani ha approvato all’unanimità l’adesione al fermo proclamato da Trasportounito per il 28 ottobre. E’ stata la naturale reazione della categoria dopo che il MIT ha iniziato a inviare le prime lettere per richiedere l’IBAN e pagare appena il 10% circa delle polizze dell’imbarco, a fronte del 30%. Per essere chiari: il rimborso spettante per una polizza d’imbarco di 1.000 euro sarà di soli 100 euro anziché i 300 previsti dalla ormativa ed erogati negli anni passati.Al danno si aggiunge quindi la beffa: dopo avere atteso per anni la decisione della Commissione Europea, oggi vogliono liquidarci con una elemosina. Tutto questo succede in concomitanza alla richiesta di alcune associazioni nazionali al Governo, che il 22 ottobre chiederanno altri 400 milioni di euro per il rimborso sui pedaggi autostradali. 

A tutto questo gli autotrasportatori dicono BASTA! Questo misero 10% verrà rifiutato: o liquidano il contributo nella sua interezza, ovvero il 30% sulla polizza d’imbarco, o si va al fermo ad oltranza. L’ira degli autotrasportatori non è più controllabile, dovuta anche ai continui annunci delle solite associazioni nazionali che dichiarano che va tutto per il meglio e che il Governo sta’ rispettando i patti: tutto falso!!! Nella piattaforma di richieste deliberata dagli autotrasportatori vi è, fra le altre, l’abolizione dell’Albo degli Autotrasportatori, inutile macchina mangia-soldi e distribuisci-poltrone e l’abrogazione definitiva del rimborso sui pedaggi autostradali. Gli autotrasportatori hanno chiesto alle associazioni siciliane di preparare un dossier da presentare alla DG Concorrenza della Commissione Europea  relativo ai rimborsi sui pedaggi autostradali che vanno avanti da decenni, e questo per due ragioni: per capire se questi “aiuti” sono stati debitamente notificati in sede europea e per far rilevare il diabolico meccanismo delle percentuali dei rimborsi che obbliga le aziende di autotrasporto ad associarsi ai “soliti noti”. 
 
Salvatore Bella

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