Salvatore Bella (AITRAS) sulla sospensione del fermo dell’autotrasporto

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Salvatore Bella, presidente di AITRAS (una delle associazioni che aveva proclamato il fermo a partire da lunedì 28 ottobre 2013) nel quale si fa il punto della situazione all’indomani del’incontro svoltosi venerdì 25 ottobre 2013 dopo il quale il fermo è stato sospeso dalla stessa AITRAS oltrechè dalla promotrice Trasportounito.

Qui di seguito il testo integrale della nota.

All’indomani della sospensione del fermo dell’autotrasporto e relativamente alla nostra piattaforma di richieste,  accolta dal Sottosegretario Girlanda, mi preme sottolineare alcuni aspetti molto importanti. Tutte le questioni che abbiamo fatto rilevare  nella piattaforma saranno affrontati ad una ad una nell’apposito tavolo istituito dal Sottosegretario e che sarà operativo a partire da martedì prossimo. Naturalmente la piattaforma prevedeva i punti più 
caldi per la categoria in quanto, in fase di trattativa con il Governo bisogna essere sintetici, ma fino  ad ora abbiamo assistito solo alla prima fase di rivoluzione del settore, perché è nostra ferma intenzione scardinare il sistema di lobby che ruota intorno al mondo dell’autotrasporto e che nulla ha a che fare con esso. La seconda fase consisterà infatti nel mettere fine ai subdoli 
interessi delle associazioni nazionali presenti all’Albo degli Autotrasportatori, i cui membri sono nominati in commissioni varie e in enti pubblici (vedi CNEL, ecc.), nomine grazie alle quali decidono le sorti di una categoria senza in realtà averne alcuna rappresentatività. A questo si deve e si può ovviare con un sistema molto semplice: le imprese di autotrasporto che 
posseggono automezzi, quindi non cooperative e/o consorzi iscritti nella sezione separata dell’Albo, devono avere la possibilità, in sede di pagamento della quota annuale che si effettua già on line, di scegliere la sigla sindacale di appartenenza tra quelle che dovranno essere proposte nello stesso sito.  Inoltre richiederemo al Governo di abolire il finanziamento 
all’autotrasporto così come concepito negli ultimi 20 anni, finalizzato in larga misura a sostenere rimborsi sui pedaggi autostradali e corsi di formazione: bisogna cambiare registro e dedicarsi ai bisogni degli autotrasportatori e non a quelli dei rappresentanti sindacali (ove realmente lo siano), realizzando progetti validi per la logistica e l’intermodalità, oltre a 
fissare regole a tutela della categoria, regole certe, chiare e automaticamente applicabili, come ad esempio i tempi certi di pagamento, la cui osservanza da parte dei committenti non deve passare dalla denuncia dell’autotrasportatore che, per non perdere il lavoro non lo farà mai, ma deve essere una norma speciale con controlli specifici e mirati, controlli ad hoc che deve organizzare il MIT e la cui inosservanza preveda sanzioni esemplari. Non si facciano illusioni Uggè & C.: con la sospensione del fermo la battaglia per il ripristino della legalità è appena iniziata, non conclusa.

AITRAS
Salvatore Bella

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