Salvatore Bella: Relazione presentata a Ministero e Regione Sicilia

Riceviamo e pubblichiamo dal presidente dell’associazione AITRAS, Salvatore Bella, un comunicato inerente una relazione presentata al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ed alla Regione Sicilia.

Qui di seguito il testo del comunicato.

Quando si parla di economia siciliana ci si riferisce, all’80%, alla produzione e al commercio di prodotti ortofrutticoli e quando di parla di trasporto merci in Sicilia si parla di trasporto di prodotti ortofrutticoli (con tempi di consegna ristretti) e, di conseguenza, di gommato, considerato che le ferrovie, laddove esistano, non permettono i tempi di trasporto rapidi necessari alle merci ortofrutticole.

I mercati principali di sbocco dei prodotti ortofrutticoli siciliani sono i mercati generali di Milano e delle grandi città del Nord Italia e dell’Europa. Ci separano da questi mercati, in media, circa 2.000 Km che, alla velocità in cui possono procedere i TIR, significano circa 24 ore di trasporto. Le norme del codice della strada consentono all’autista di guidare per 9 ore in 24 ore, pertanto, anche con due autisti, il TIR deve fermarsi dopo 18 ore, il che significa che più o meno all’altezza di Firenze il trasporto deve arrestarsi e attendere il nuovo giorno per ricominciare. Ma le merci ortofrutticole devono essere consegnate entro 24 ore dal momento del carico, pena la perdita del mercato e, quindi, il rifiuto della merce.

Fino a qualche mese fa il problema era risolto con il trasporto combinato strada-mare in quanto il tempo di percorrenza della nave è considerato riposo per gli autisti che, dal momento dello sbarco in poi, possono usufruire delle 9 ore di guida ciascuno per arrivare ai mercati.

Il trasporto combinato non è però più praticabile in quanto l’ecobonus, che permetteva l’abbattimento del costo della polizza d’imbarco di circa il 30%, è stato soppresso. Per l’impresa di autotrasporto non è possibile né sostenere né ricaricare il maggior costo (rispetto al tutto-strada) sul prezzo di trasporto in quanto inciderebbe sul prezzo del prodotto finale che andrebbe a sua volta fuori mercato.

La domanda, rivolta alla politica, è semplice: come faranno i prodotti ortofrutticoli siciliani, su cui si basa l’80% dell’economia isolana, ad essere venduti nei mercati del nord e del resto d’Europa?

Altra questione che va affrontata è il palese abuso di posizione dominante perpetrato ai danni degli utenti e, in particolar modo, degli autotrasportatori, da parte della compagnia di navigazione che gestisce il traghettamento sullo Stretto di Messina: per percorrere solo 3 Km il costo del biglietto è di 240,00 euro, una cifra esorbitante se consideriamo che per percorrere i 300 Km che separano Messina da Salerno sono sufficienti 300,00 euro per le altre compagnie di navigazione!

E che dire dei 30 centesimi/litro di differenza tra le pompe di carburante situate al Nord Italia e quelle, anche delle stesse compagnie, situate nel Meridione? E non si tratta di pompe extrarete ma di normalissime pompe in autostrada o fuori di essa.

Per diversi anni e in diverse occasioni ci è stato detto di accompagnare all’esposizione dei nostri problemi anche le possibili soluzioni ma, considerato che proponiamo le nostre soluzioni da tempo immemorabile e non vengono mai adottate, a voi oggi il compito di risolvere le questioni esposte.

 

Salvatore Bella
Vice-Presidente Consulta Regionale Autotrasporto Regione Sicilia

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