Sicilia, AITRAS valuta nuove azioni di protesta

Scrive Salvatore Bella, presidente di AITRAS.

Scaduto venerdì 17 u.s. il termine ultimo entro il quale il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti avrebbe dovuto inviare la convocazione per discutere dell’aumento delle tariffe marittime e della chiusura della Pa-Ct. Nemmeno l’intermediazione della Regione Siciliana, grazie alla quale le azioni di protesta erano state sospese, ha schiodato il MIT dal suo immobilismo. Ridicoli i vertici dell’Anas (azienda di proprietà statale) che tentano di scaricare la responsabilità sulla Regione Siciliana: lo stato dei viadotti era noto da tempo, ufficializzato lo scorso anno dall’allora Ministro Toninelli, e in più di un anno l’Anas non ha alzato un dito, permettendo che la situazione precipitasse.
E a nulla servono i “rattoppamenti” voluti dal MIT sulle provinciali, teatro fra l’altro di un incidente qualche giorno fa in cui un tir è rimasto incastrato in una curva e che solo per miracolo non è ribaltato e non ha causato morti: tutte le strade secondarie proposte come alternative non sono idonee a far transitare i tir, non solo per il cattivo manto stradale, a tratti con buche gigantesche, a tratti sterrati, ma perché non sono sicure in quanto presenti numerosissime curve e tornanti che non permettono agli autisti di manovrare i mezzi pesanti in sicurezza.
Ma il MIT fa sapere che non ha i soldi per rimborsare le imprese che per viaggiare in sicurezza scegliessero di percorrere la ME-PA: noi ci chiediamo quanti morti siano necessari perché si decida di far viaggiare le imprese in sicurezza.
E se anche l’Anas rispettasse il termine di 4/5 mesi per aprire una bretella che baipassi il viadotto Cannatello, molti altri viadotti sulla Ct-Pa sono nelle stesse critiche condizioni e a rischio chiusura (si stanno  monitorando in questi giorni), quindi rattoppare le strade secondarie e non trovare una soluzione definitiva fino a che la sicurezza di tutta la Ct-Pa non venga ripristinata, non ha senso.
L’Aitras ha quindi deciso che durante questa settimana si terranno riunioni in tutta l’isola, con le imprese di autotrasporto, con le imprese agricole e con la società civile ed insieme decideremo dove e quando saranno messe in atto nuove azioni di protesta.
E’ inconcepibile essere trattati da quarto mondo e pretendere di farci accettare che sia normale. Non lo è.

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