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Uggè: “Dall’Ilva alla TAV, passando per il Brennero: il ‘non fare’ costa”

 

Quel che non si dice sull’Ilva è che, a fine settembre, esaurite le risorse stanziate dal precedente Governo (100 milioni di euro), tutti i fornitori, e gli autotrasportatori in particolare (che ricevono i pagamenti a 120 giorni), non avranno più le disponibilità per rifornirsi di gasolio. I mezzi si fermeranno, insieme alla merce, nei piazzali; il sistema si paralizzerà e l’Ilva entrerà in un circolo vizioso che rischia di sfociare in nuova disoccupazione e definitiva chiusura. Saranno felici i produttori di acciaio nel mondo, che incrementeranno la propria produzione. Non certo i lavoratori italiani, che assistono sgomenti all’evoluzione (si fa per dire) del ‘caso’.

La Tav si inquadra nel tema delle infrastrutture, ma anche del sistema produttivo al quale sono strettamente legate. La produzione industriale, negli ultimi anni, ha raggiunto il valore di 960 miliardi di euro. Si produce per flussi, il che assegna un valore determinante alla logistica. Il costo della movimentazione dei prodotti impatta per il 20% circa sul valore della produzione, mentre in altri Paesi europei si attesta su un valore del 6-8%. Questo significa che, se l’Italia si allineasse con altri Paesi della Comunità, il costo della logistica si ridurrebbe di 60 miliardi.

Scontiamo l’effetto di costi folli nella distribuzione nelle città, nell’accesso e nell’uscita dagli hub logistici. Se ci aggiungiamo quelli derivanti dall’attraversamento delle arterie principali del sistema autostradale (corridoio tirrenico e adriatico), dai collegamenti insulari, dall’assenza di un’offerta del sistema ferroviario, dai transiti per il superamento dell’arco alpino, emerge un quadro preoccupante. I divieti al Brennero generano, per un’ora di ritardo, un danno di 200 milioni di euro all’anno al sistema produttivo e 170 alle imprese di autotrasporto. Nell’arco alpino transitano oltre 150 milioni di tonnellate di merce, quando l’offerta infrastrutturale dimensionalmente ne garantisce solo 40 milioni.

La tanto criticata legge obiettivo era la risposta idonea all’esigenza europea constatata all’inizio degli anni 2000 dall’allora commissario ai Trasporti Van Miert, che ipotizzava la realizzazione delle reti Ten, corridoi europei, per rendere competitiva l’economia continentale. In quelle opere prioritarie è inserita la Tav. Dissertare su tali scelte senza conoscerne l’origine e i perché può indurre a errori gravi, com’è grave perdere tempo chiedendo pareri superflui all’Authority.

Ho vissuto da sottosegretario ai Trasporti quelle vicende, so che la Tav non è un’opera voluta dal governo italiano, ma dalla Comunità europea che ne assicura il finanziamento al 50%, mentre il rimanente 50% è a carico di Francia e Italia in parti uguali. In caso di sospensione, saremmo costretti, come per il Ponte sullo Stretto, a corrispondere penali e danni.

Così (non) facendo, il nostro Paese rischia l’isolamento e la perdita di opportunità che porterebbero sviluppo e occupazione. Ma non tutti i ritardi sono da attribuire ai cosiddetti movimenti spontanei (come i No Tav). La responsabilità, nella maggior parte dei casi, ritengo possa essere individuata all’interno dello Stato.

*Paolo Uggè già sottosegretario di Stato ai Trasporti

“Autotrasportatori Ilva, tregua condizionata”

Autotrasportatori Ilva, decisione rinviata. La sospensione del servizio, per ora, non ci sarà: si attende infatti il via libera all’emendamento che conferma il diritto alla prededucibilità dei crediti. Lo hanno deciso nella giornata di ieri (venerdì 7 luglio) le associazioni di categoria Anita, Unatras e Fisi, che si sono riunite a Milano. Continua la lettura di “Autotrasportatori Ilva, tregua condizionata”

Trasportounito TA: Spegnimento Ilva avrebbe giustiziato imprese

“L’ottavo decreto “salva Ilva”, giunto in extremis sullo spegnimento dell’Afo2 di Taranto scongiura il blocco degli impianti e, con esso, un colpo di grazia inflitto ad una buona parte delle imprese di autotrasporto di questo territorio: un numero rilevante di famiglie che sarebbero rimaste ferme al palo, prive di qualsiasi forma di tutela sociale”. Lo dichiara, attraverso una nota, Trasportounito Taranto. Continua la lettura di Trasportounito TA: Spegnimento Ilva avrebbe giustiziato imprese

Ilva convoca le associazioni degli autotrasportatori

I commissari straordinari di Ilva spa in amministrazione straordinaria hanno convocato per mercoledì 25 febbraio alle ore 15.30, negli uffici a Roma dell’azienda, un incontro con i rappresentanti delle associazioni degli autotrasportatori Anita e Conftrasporto. Continua la lettura di Ilva convoca le associazioni degli autotrasportatori

UNATRAS-ANITA: Ilva, fiducia in rapida approvazione provvedimenti

Nella giornata di ieri, giovedì 19 febbraio 2015, le sigle UNATRAS ed ANITA hanno diffuso un comunicato stampa unitario nel quale auspicano una rapida approvazione dei provvedimenti del Governo a tutela degli autotrasportatori dell’Ilva. Continua la lettura di UNATRAS-ANITA: Ilva, fiducia in rapida approvazione provvedimenti

Ilva, approvate misure di sostegno ad autotrasporto

Nella seduta di oggi, giovedì 19 febbraio 2015, il Senato della Repubblica ha approvato il maxiemendamento al Decreto Legge 1 del 5 gennaio 2015 sul salvataggio dell’Ilva, che contiene importanti misure di sostegno per le aziende di autotrasporto che hanno lavorato per il colosso siderurgico. Continua la lettura di Ilva, approvate misure di sostegno ad autotrasporto

Paolo Uggè: Boccata d’ossigeno per gli autotrasportatori

Il presidente nazionale di FAI-Conftrasporto e vice-presidente nazionale di Confcommercio, Paolo Uggè, ha commentato attraverso una nota pubblicata sul sito web di Confcommercio, l’incontro tra le associazioni degli autotrasportatori ed il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Maurizio Lupi. Continua la lettura di Paolo Uggè: Boccata d’ossigeno per gli autotrasportatori