Transfrigoroute Italia Assotir chiede meno divieti in estate

Attraverso una nota di giovedì 26 giugno 2014 del suo segretario generale, Claudio Donati, l’associazione aderente a Conftrasporto, Transfrigoroute Italia Assotir chiede al ministro Lupi che vengano ridotti i divieti di circolazione per i mezzi pesanti durante l’estate.

Riportiamo, qui di seguito, il testo integrale della nota.

Da qualche tempo – complice la crisi – è ripresa l’attenzione attorno alla questione dei divieti di circolazione stradale per i veicoli di peso complessivo superiore alle 7,5 tonnellate.

Occorre dire che in Italia, a differenza da quanto avviene in altri e, certamente non meno civili Paesi europei, su 365 giorni di calendario, quelli in cui i suddetti veicoli possono effettivamente viaggiare senza limiti, sono appena 287.

Per 78 giorni, comprese le domeniche, i veicoli sopra le 7,5 ton.  restano fermi! Tolte anche le domeniche, restano,  ad esempio nel 2014, altri 26 giorni di “fermo forzato”.

Quanto questo possa essere d’aiuto a migliorare la competitività delle nostre imprese di autotrasporto, ma anche alla capacità di essere tempestivamente sui mercati europei dei prodotti delle nostre industrie, lo lasciamo al buon senso di chi ci legge.

Alle richieste di revisione del calendario avanzate finora dalle associazioni, non sono arrivati, da parte del Governo, se non modesti cenni interlocutori e, quindi, al momento, da intendere come inadeguati alla bisogna.

Certamente, tuttavia, gioverà ricordare, a proposito del senso da dare alle cose, che nei 62 giorni intercorrenti tra il primo luglio e il 31 agosto prossimi, ci sono (domeniche comprese) ben 21 giorni di fermo dei veicoli pesanti; vale a dire che, nei prossimi 2 mesi, i nostri camion dovranno restare fermi per oltre il 38% del tempo.

Non c’è bisogno di scomodare nessun luminare per calcolare quanto pesantemente questo incida  sui costi delle nostre aziende.

Quello che si prospetta – anche quest’anno – appare come un accanimento, senza logica, contro i “camionisti”, in un periodo in cui, al calo dei trasporti dovuto alla crisi, si aggiunge quello dovuto alla chiusura estiva delle (poche) fabbriche rimaste ancora in piedi, in un contesto di esodi estivi che, se va bene, sarà analogo a quello – irrilevante – dell’anno scorso.

E allora, caro Ministro Lupi, le chiediamo di avere il coraggio di un’iniziativa che, senza costare un euro allo Stato, può al contrario contribuire a migliorare la competitività del nostro sistema economico e dare l’opportunità alle nostre imprese (a quelle che vorranno o potranno usufruirne) di migliorare la propria produttività attraverso l’utilizzo dei propri beni aziendali per un arco temporale lavorativo più lungo.

Tutto questo va contro gli interessi della collettività o a danno della sicurezza sulle strade? E’ assolutamente da escludere: fondamentalmente per le ragioni accennate sopra, che nessun dato può smentire.

Inoltre, e non è cosa marginale, può essere un’occasione utile per favorire un cambiamento d’approccio verso l’autotrasporto, che continua ad essere  vissuto dall’opinione pubblica attraverso il cliché del “problema  da arginare e limitare”, salvo ad accorgersi della sua insostituibilità quando le merci non arrivano nelle nostre case.

Occorre riaffermare, anche attraverso scelte come questa, il valore economico e sociale di questa professione, che è oggettivamente al servizio della collettività.

Anche il tema  dei divieti di circolazione, andando al fondo della questione,  ripropone, dunque, accanto alle ragioni accennate,  l’annosa domanda: quando si parla di autotrasporto, da che parte sta lo Stato?

Per questo, le mancate risposte sui divieti, come è già successo sul tema dei mancati controlli alla committenza su costi minimi di sicurezza e tempi di pagamento, diventano una conferma, per i trasportatori, di avere lo Stato “contro”.

Claudio DONATI
Segretario Generale
di TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR

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