Trasportounito Campania: Fermo al Porto di Napoli? Strumentalizzazione

Attraverso un comunicato, Trasportounito Campania prende le distanze dalla protesta degli autotrasportatori, annunciata dalla Fai (Federazione Autotrasportatori Italiani), in programma da lunedì 31 marzo a venerrdì 4 aprile 2014, nel porto di Napoli.

Il comunicato recita: Coloro che hanno proclamato il fermo dei servizi di autotrasporto nel porto di Napoli, dal 31 marzo al 4 di aprile p.v., sono gli stessi che due anni fa annunciavano trionfalmente che gli autotrasportatori del porto avevano garantito il lavoro con la sottoscrizione di 200 contratti con i committenti e conseguentemente il rispetto dei costi minimi di sicurezza, sono altresì i medesimi che plaudivano le iniziative del Ministro Lupi durante il fermo del 9 dicembre proclamato da Trasportounito.

La solita coerenza strabica oppure la volontà di utilizzare gli autotrasportatori per finalità collegate alla riduzione dei fondi per l’autotrasporto annunciata da Palazzo Chigi?

Nel comunicato diffuso, infatti, la motivazione principale del fermo è conseguenza “dell’immobilismo del Ministro Lupi” e poi, in subordine, “lo stato di abbandono del porto di Napoli e la perdita di flussi commerciali”: affermazioni puntualmente smentite dall’amministratore delegato del principale Terminal partenopeo.

Le domande che sorgono spontanee sono due: lo stato di degrado del Porto di Napoli emerge solo all’indomani della riduzione dei fondi per l’autotrasporto? Ma il Ministro Lupi non era quel Ministro che aveva garantito l’applicazione delle regole e i controlli ai committenti?

È del tutto evidente che siamo di nuovo in presenza dell’ennesima strumentalizzazione della categoria per fini che interessano quasi esclusivamente i vertici di alcune associazioni più interessate ai volumi di servizi da erogare piuttosto che alle sorti degli autotrasportatori.

Sicuramente il settore container soffre di problemi specifici che si sommano a quelli che colpiscono tutta la categoria, Noi siamo gli unici che ci siamo fatti carico di denunciare e gridare il malessere di tutto il settore, quindi ci risulta difficile capire come mai un rappresentante nazionale si esprima in questi termini parlando di un settore specifico per poi assumere un atteggiamento limitato ed uno sguardo miope quando si parla dei problemi che affliggono tutto il mondo dell’autotrasporto.

Noi restiamo in attesa, nella speranza che tutti si rendano conto che le logiche che hanno governato, gestito e deriso il mondo dell’autotrasporto negli ultimi 15 anni debbano inevitabilmente cambiare. 

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