Trasportounito: Protesta unica ma non unitaria

L’associazione Trasportounito, il cui segretario nazionale è Maurizio Longo, tiene a precisare, attraverso un comunicato pubblicato sul proprio sito web, che il fermo nazionale dei servizi dell’autotrasporto che verrà messo in atto (a meno di revoche o sospensioni) dal 9 al 13 dicembre prossimi, pur essendo stato programmato all’interno dello stesso lasso temporale, nasce da motivazioni diverse, a seconda di chi lo ha proclamato.

Secondo Trasportounito, Unatras ed Anita hanno proclamato il fermo per dire no al taglio del rimborso delle accise, perchè vengano mantenute le risorse economiche stanziate per il settore, perchè venga riformato il Comitato Centrale dell’Albo e perchè venga rispettata la normativa europea (lavoro somministrato transazionale e cabotaggio).

Trasportounito, invece, coerentemente con le posizioni assunte nelle scorse settimane continua a sostenere la sua piattaforma che prevede:

– Eliminazione della riduzione del rimborso delle accise, nonché la modifica che possa consentire tale rimborso a cadenza mensile anziché trimestrale; 
– Tempi di pagamento delle prestazioni dei servizi di autotrasporti, resi obbligatori, a 30 giorni con l’introduzione dell’impossibilità da parte del committente di detrarre l’importo della fattura fin quando non è saldata; 
– Modifica della disposizione di legge inerente la remunerazione dei tempi di attesa al carico ed allo scarico; 
– Stop all’intermediazione parassitaria (divieto di intermediare i viaggi da parte di soggetti che non dispongono di mezzi, strutture funzionali e logistiche) unitamente alla riduzione della filiera della sub-vezione; 
– Revisione delle disposizioni sui costi minimi di sicurezza; 
– Eliminazione totale del Sistri; 
– Applicazione concreta delle disposizioni sul cabotaggio stradale (tolleranza zero per gli abusi) e applicazione delle regole nazionali ai committenti che utilizzano targhe estere; 
– Continuità territoriale da e per la Sicilia con l’introduzione di benefici per l’utilizzo dell’infrastruttura del mare; 
– Modifica della convenzione Tirrenia per le merci da e per la Sardegna. 

Trasportounito sostiene che si tratta di due visioni completamente diverse su quali siano le priorità dell’autotrasporto sottolineando come solo due temi uniscano i vertici delle associazioni: il taglio del rimborso delle accise e lo stop al cabotaggio stradale al quale si unisce la questione comunitaria sul sistema relativo all’utilizzo del personale in somministrazione transazionale.

Trasportounito evidenzia come sul resto ci sia profonda discordanza rispetto alle richieste di Unatras ed Anita visto che “mentre Trasportounito sostiene la necessità di una fondamentale modifica delle disposizioni sull’autotrasporto (tempi di pagamento ecc..) l’Unatras & c. (Confartigianato, Fai, Cna, ecc..) ritengono sia prioritario mantenere le risorse economiche e affidare maggiori poteri al Comitato Centrale dell’Albo (cioè, ai vertici delle Associazioni).”

Trasportounito ribadisce che non vogliamo risorse economiche della collettività, bensì regole e condizioni che ci consentano di stare sul mercato nella regolarità e con le dovute soddisfazioni economiche. Questa è la sostanziale differenza fra i due schieramenti. Mentre sarà difficile evidenziare queste differenze ai politici, ai media ed all’opinione pubblica, le imprese di autotrasporto italiane non possono restare neutre. Dopodiché occorrerà fare i conti con i movimenti di protesta che, in rappresentanza di diverse categorie, i quali hanno proclamato la loro manifestazione nel medesimo periodo, e cioè dal 9 al 13 dicembre 2013, evidenziando i gravi problemi dell’economia reale e le negative conseguenze nel tessuto sociale, ma anche una distanza, oggi sin troppo evidente, fra i governanti e i governati. Si genererà, lo sappiamo, il rischio di distorsioni e strumentalizzazioni, ma anche di tensioni e conflitti in un clima che si preannuncia eufemisticamente di “confusione mediatica” di cui il Paese non ha proprio bisogno. Ma oggi non possiamo che ribaltare le responsabilità , tutte le responsabilità, su chi ha generato, nell’autotrasporto e così come nella stragrande maggioranza delle filiere economiche del Paese, questo stato di cose.” 

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