Trasportounito Taranto: Ora tuteliamo i Tarantini

Attraverso una nota del segretario provinciale Biagio Provenzale, Trasportounito Taranto interviene sul futuro degli autotrasportatori della zona con particolare riferimento alle questioni Ilva, Eni ed Evergreen nelle quali, secondo l’associazione, va attribuita priorità ai lavoratori della area Jonica ed adottato il pugno duro nei confronti dell’abusivismo.

“Una rappresentanza di imprese del settore trasporti, edilizia e movimento terra della provincia ionica si è riunita nella mattinata di sabato 27 dicembre 2014 alla presenza del Consiglio direttivo dell’Associazione Trasportounito-Fiap Provincia di Taranto, per esprimere forte preoccupazione in merito all’ipotesi – recita la nota – della loro esclusione ingiustificata dall’affidamento delle commesse di trasporto da qui a breve disponibili sul territorio”.

“Tale preoccupazione  – prosegue la nota – scaturisce in primo luogo dall’imminente scadenza di contratti di trasporto sinora affidati a vettori non residenti da parte di alcuni primari committenti, aventi ad oggetto i traffici da/per Taranto. Secondariamente, dall’avvio della cantierizzazione delle opere di riqualificazione in ambito portuale e dall’eventuale affidamento di una parte rilevante delle commesse di  trasporto alle aziende esterne. Senza voler discriminare le aziende non residenti, i cui interessi sono meritevoli di analoga tutela nelle opportune sedi, appare incensurabile che in un momento di vera e propria “vertenza autotrasporto Taranto” (Ilva, Eni, Evergreen) sia attribuita – a parità di requisiti – priorità agli interessi portati dalle aziende del territorio ionico; aziende storiche, spesso tramandate di padre in figlio, specializzate nel settore in argomento. Le imprese lamentano inoltre il crescente fenomeno dell’abusivismo: una minoranza di soggetti capaci di acquisire una quota rilevante del mercato locale, operando nell’inosservanza di qualsivoglia normativa o autorizzazione richiesta per legge, ed obbligando gli imprenditori “regolari” ad optare tra un ribasso scellerato delle tariffe di trasporto o, alternativamente, per il licenziamento dei propri dipendenti e la cessazione di ogni attività. L’auspicio è quello di individuare soluzioni condivise con le Istituzioni locali ed i committenti di riferimento, già a far data dalla prima settimana del 2015”.

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